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Home » Cronaca » Santa Maria di Licodia. Morte Carmelo Bulla: 10 mesi al conducente, ancora da inviduare il funzionario comunale licodiese responsabile

Santa Maria di Licodia. Morte Carmelo Bulla: 10 mesi al conducente, ancora da inviduare il funzionario comunale licodiese responsabile

Pietro Nicosia Di Pietro Nicosia
25 Giugno 2019
in Cronaca, Santa Maria di Licodia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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Santa Maria di Licodia. Morte Carmelo Bulla: 10 mesi al conducente, ancora da inviduare il funzionario comunale licodiese responsabile
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Primo grado di giudizio: per Ciadamidaro pena sospesa e 2 anni senza patente

Si è parzialmente chiuso il primo grado di giudizio per la morte di Carmelo Bulla, il 22enne adranita che perse la vita nella notte fra il 31 ottobre ed il primo novembre del 2017 in via De Gasperi a Santa Maria di Licodia (alla cosiddetta “curva della morte”), in un incidente d’auto autonomo. Oggi è arrivata la sentenza per il conducente dell’auto, Salvo Ciadamidaro, che è stato condannato dal Gup del Tribunale di Catania, Giuseppina Montuori, a 10 mesi di reclusione per omicidio colposo, pena sospesa. All’imputato è stata concessa l’attenuante prevista dall’art. 589- bis c.p. che prevede una diminuzione di pena “qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole”, che verrà meglio specificata nelle motivazioni della sentenza che arriveranno al massimo entro 90 giorni. A Ciadamidaro è stata sospesa la patente per due anni. Il pm aveva chiesto un anno e 3 mesi di reclusione, nessuna sospensione della pena, e ritiro della patente (e non sospensione) per 5 anni.

Per l’altra posizione processuale, quella del funzionario del Comune di Santa Maria di Licodia, Gaetano Giuffrida (ex caposettore dell’Ufficio Tecnico Comunale), difeso dall’avvocato Vittorio Lo Presti, chiamato a rispondere di concorso in omicidio colposo poiché la situazione di pericolo in via De Gasperi non era adeguatamente segnalata, è stato chiesto il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto. Il Giudice ha acquisito un atto del Comune di Santa Maria di Licodia in cui sono specificati i funzionari che si sono succeduti nel servizio segnaletica stradale negli ultimi anni. Giuffrida, cosa risaputa, non era addetto al servizio nel giorno in cui si è verificato l’incidente, perché al tempo curava un altro settore. Con ogni probabilità, gli atti verranno trasmessi alla Procura per l’individuazione del funzionario addetto al servizio segnaletica stradale del Comune di Santa Maria di Licodia al tempo dei fatti, onde promuovere un nuovo procedimento giudiziario.

Parole di parziale soddisfazione da parte dell’avvocato Salvo Catalfo, difensore di Salvo Ciadamidaro, che a Yvii24, dichiara: «Sono state in parte accolte le istanze della difesa. La pena richiesta dal Pm é stata, infatti, abbondantemente ridotta. Occorre inoltre sottolineare che il Giudice ha sospeso la condanna e ha disposto, su questione sollevata dalla difesa, la sanzione amministrativa della sospensione della patente per 2 anni, anziché la revoca per 5. Attendo le motivazioni della sentenza per determinarmi, con il mio assistito, in ordine ad una eventuale impugnazione, consapevole che gli elementi raccolti assieme ai consulenti che mi hanno collaborato, possono deporre ad una completa assoluzione del sig. Ciadamidaro».

L’incidente in cui perse la vita Bulla, fu anticipato da diversi drammatici impatti, anche con feriti gravi, alla curva della morte, l’ultima di via De Gasperi di Licodia, prima del territorio biancavillese, tutti con un comune denominatore: un tratto segnalato male che inganna il conducente diretto a Biancavilla.
La notte di Halloween del 2017 Ciadamidaro, alla guida di una Fiat Punto, con Bulla come passeggero (i due rientravano a casa da una festa), non vide bene come proseguiva la strada e invece di piegare a destra, forse ingannato nel buio da una traversa che scende sotto il cosiddetto ponte di Licodia, si schiantò a bordo della Fiat Punto contro un muretto di cemento.

L’impatto avvenne alle 3:13 del mattino del primo novembre: i due giovani rimasero feriti gravemente. Carmelo Bulla spirò poche ore dopo nella Rianimazione dell’ospedale “Garibaldi” di Catania. Ciadamidaro fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale “Cannizzaro” sempre nel capoluogo con un politrauma. Il decorso clinico fu favorevole sino alla completa ripresa.
Un fatto che provocò polemiche per quel tratto segnalato malissimo. Dopo un precedente incidente con il coinvolgimento della figlia e della nipote di un consigliere comunale licodiese, rimaste ferite, vennero installati i delineatori modulari di curva e una striscia bianca continua. Ma la pericolosità restò intatta.

Dopo l’incidente mortale della notte di Halloween, Yvii24 scrisse un articolo in cui affermò che con adeguate misure, barriere New Jersey e occhi di gatto (segnalatori luminosi), la morte di Carmelo Bulla si sarebbe potuta evitare (rileggi l’articolo). Il sindaco di Santa Maria di Licodia, Salvatore Mastroianni, replicò scrivendo: “l’Amministrazione Comunale ha provveduto, a suo tempo, a dotare la strada con la dovuta segnaletica”. Ed ancora: “se non ci si trovi di fronte a insidie o pericoli nascosti e ovviamente non prevedibili, il Comune può omettere di apporre segnaletica stradale” (rileggi l’articolo).

Tags: Biancavillacarmelo bullacurva della morteincidenteincidente mortalemorteprocessosalvo ciadamidaroSanta Maria di Licodiavia de gasperi
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Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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