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Home » Cronaca » Biancavilla. La maledetta sera in cui la piccola Luciana venne uccisa

Biancavilla. La maledetta sera in cui la piccola Luciana venne uccisa

Giuseppe Cantarella Di Giuseppe Cantarella
7 Maggio 2020
in Biancavilla, Cronaca
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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Biancavilla. La maledetta sera in cui la piccola Luciana venne uccisa
Facebook

Torna d’attualità su un gruppo Facebook la storia di Luciana Portale, la bimba di due anni ammazzata nel 1984 da una fucilata esplosa da un rapinatore

Erano gli anni ’80, gli anni bui del famigerato “triangolo della morte” della provincia etnea, Adrano, Biancavilla, Paternò, in cui per una piccola fetta di popolazione la vita valeva poco. Erano gli anni della droga, delle guerre di mafia, di un tessuto sociale degradato. E proprio in quegli anni avvenne un fatto di cronaca destinato a sconvolgere ancora a distanza di ben 35 anni. Parliamo della morte assurda della piccola Luciana Portale, una bambina di quasi due anni, che la maledetta sera del 3 settembre 1984, si trovò, insieme alla mamma, nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Erano le 20:30 di una sera di fine estate a Biancavilla, quando Luciana insieme alla mamma si recò nel mini-market “Cristo Re”, a pochi metri dalla omonima chiesa di via Vittorio Emanuele (zona “Casina”), per comprare le ultime cose necessarie a preparare la cena. Come è consuetudine per ogni mamma, non c’è spesa senza caramelle per i propri figli, specie se piccoli. E così, mentre la signora era alla cassa, nell’esercizio commerciale improvvisamente irruppero due giovani rapinatori, tesissimi, uno tenendo fra le mani un fucile che gli traballava, chiaro segno di tutta la sua agitazione.

“Mani in alto questa è una rapina” urlarono i due intimando alla titolare la consegna dell’incasso. La piccola Luciana, terrorizzata da quell’urlo e dal fare dei malviventi, iniziò a piangere come avrebbe fatto qualsiasi bambino in quella situazione. Purtroppo, davanti a lei e alla sua mamma, c’era un delinquente spietato e inesperto di 18 anni che non riuscì a dominarsi. Quel pianto fece scattare una molla improvvisa nella sua testa, che ne fece scattare un’altra meccanica: quella del grilletto che lasciò partire una scarica mortale di pallettoni calibro 12 che prese in pieno volto la piccola Luciana, ammazzandola sul colpo e fermando il pianto di quell’anima innocente.

Una frazione di secondo che spazzò la vita della piccola, segnando per il resto della vita la sua famiglia che, ancora oggi a distanza di oltre 35 anni non sa darsi pace per quella morte assurda. I due rapinatori, di cui uno minorenne, terrorizzati da ciò che avevano compiuto, uscirono frettolosamente dal locale dove ad attenderli c’era un terzo complice (tutti erano di Paternò) a bordo di una Fiat 128 con cui si diedero alla fuga. Dopo pochissimo, i Carabinieri riuscirono ad intercettare due dei tre malviventi che confessarono rapina e delitto. Il terzo, l’assassino, si costituì subito dopo il funerale della piccola, avvenuto a Biancavilla in un’atmosfera di grande partecipazione e commozione cittadina.

Un fatto di cronaca nera tra i più bui nella storia di Biancavilla che all’epoca sconvolse tutti e che ancora oggi tutti, da quanti al tempo erano dei bambini agli anziani, ricordano ancora con sgomento. Un fatto che in questi giorni è tornato d’attualità, dopo la pubblicazione su un gruppo Facebook di una foto di giornale di quel fatto di cronaca. A pubblicarla Giuseppe Portale, fratello di Luciana, che ha subito suscitato tanti commenti e richiesta di particolari da parte di chi di quel fatto non sapeva nulla. E così, dopo 35 anni e mezzo, quella maledetta sera del settembre 1984 è tornata attuale e con essa il ricordo della piccola Luciana.

Abbiamo contattato Giuseppe Portale, che oggi vive in Germania, e che ci ha raccontato l’accaduto, girandoci anche delle foto della piccola, e un articolo del giornale “La Repubblica”. Giuseppe è stato disponibile a ricordare Luciana e la sua vita negata da un gruppo di balordi. Per lui e per la sua famiglia, il rammarico dell’assenza di un ricordo da parte delle istituzioni  in questi 4 decenni trascorsi con la pena nel cuore.

«Le istituzioni si sono dimenticate di Luciana, una ferita che fa ancora più male – dice Giuseppe – . Una bimba di 2 anni con tutta la vita davanti, un’innocente inghiottita dalla microcriminalità di quegli anni figli di una subcultura balorda nella quale si ammazzava per una dose di eroina. È stato un fatto che ci ha cambiato la vita – aggiunge –. Io quella maledetta sera lavoravo, ero piccolo ma lavoravo in un bar come garzone, e il mio datore di lavoro, inspiegabilmente, mi mandò prima del solito a casa dove seppi di quel che era accaduto.

Non potremo mai dimenticare e non potrà dimenticare soprattutto mia mamma. Luciana era la nostra principessa non me ne vogliano gli altri fratelli, ma era la nostra preferita, era la più piccola, era la nostra piccolina. Sarei felice se verrà ricordata per mia mamma e mio papà e per noi tutti. Il sindaco Antonio Bonanno mi ha promesso che la ricorderà e spero che la mantenga questa promessa e lo ringrazio di cuore. A mia  figlia ho dato  il  nome del mio angelo custode, Luciana. Ringrazio la comunità biancavillese – conclude Giuseppe Portale – che in questi giorni dopo la pubblicazione della foto, mi ha riempito di messaggi d’affetto, e ringrazio pure chi si è interessato a riportare alla luce questo fatto che viene dal nostro passato».

Un passato buio che, ci auguriamo, resti solo passato.

Tags: Biancavillaluciana portale
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Editore de "Il Fatto Siciliano e fondatore di Yvii. Si avvicina al giornalismo in chiave satirica, anche se la figura di “jolly” è quella che rispecchia la sua personalità. È l’ideatore ed il protagonista della rubrica “Clandestino” che punta l’occhio della telecamera di Yvii TV su disservizi e inefficienze, oltre che sugli esperimenti sociali.

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