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Home » Cronaca » Catania. Due corone d’alloro in memoria di Beppe Montana e Giovanni Lizzio

Catania. Due corone d’alloro in memoria di Beppe Montana e Giovanni Lizzio

I due sono stati uccisi barbaramente dalla mafia

redazione Di redazione
27 Luglio 2026
in Cronaca
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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Catania. Due corone d’alloro in memoria di Beppe Montana e Giovanni Lizzio
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Questa mattina, al cimitero monumentale di Catania, alla presenza del Vicario del Questore, sono state deposte due corone di alloro del Capo della Polizia sulle tombe del Commissario Giuseppe Montana e dell’Ispettore Capo Giovanni Lizzio, in ricordo del sacrificio dei due poliziotti barbaramente uccisi per mano dalla mafia.

In loro memoria è stata celebrata anche una messa presso la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, officiata dal Cappellano della Polizia di Stato, padre Salvatore Interlando, alla presenza dei familiari dei caduti e dei colleghi della Questura e delle Specialità, che si sono uniti per ricordare insieme il loro sacrificio e il loro valore nella Polizia di Stato.

Sono trascorsi 41 anni dalla morte di Beppe Montana, simbolo e baluardo di legalità, in un periodo storico in cui la lotta dello Stato contro le mafie ha registrato una delle pagine più dure e cruenti.

Assegnato alla Squadra Mobile di Palermo, Beppe fu posto a capo della “sezione catturandi”, dove ha raggiunto risultati di rilievo, collaborando anche col pool antimafia.

Nel corso della sua attività investigativa ha arrestato numerosi latitanti, scoperto ingenti quantità di droga e depositi di armi, contrastando così i traffici e i piani criminali di Cosa Nostra.

Il 28 luglio 1985, a soli 34 anni, è stato ucciso a colpi di pistola da un commando mafioso, mentre si trovava con la fidanzata a Porticello, frazione di Santa Flavia a Palermo. La sua morte si inserisce nel periodo in cui la città di Palermo ha pagato un pesante tributo in termini di vittime della mafia.

Sono passati 34 anni dall’agguato mafioso che spezzò la vita di Giovanni Lizzio, Ispettore Capo responsabile della “sezione antiestorsioni” della Squadra Mobile di Catania.

Sposato e padre di due figlie è stato ucciso la sera del 27 luglio 1992. Lizzio costituisce un simbolo dell’impegno che le donne e gli uomini della Polizia di Stato, quotidianamente, producono nella lotta contro la criminalità organizzata. In tanti anni di servizio ha indagato, in maniera capillare, sia sulle cosche mafiose tradizionali che su quelle emergenti.

Il giorno dell’attentato si trovava a bordo della sua auto, incolonnato al semaforo di via Leucatia, quando è stato attinto da alcuni colpi di pistola esplosi da due giovani che, a bordo di una moto, lo avevano affiancato. Immediatamente soccorso, fu ricoverato in fin di vita al vicino ospedale Cannizzaro, dove morì poco dopo.

Prima della sua uccisione, da circa un anno, Lizzio era passato alla “sezione anti-racket” della Squadra Mobile. Grazie alle sue indagini furono arrestati molti estorsori legati ai clan mafiosi.

Storie importanti, di lotta alla mafia e di sacrifici, di piccole e grandi rinunce, vissute dai protagonisti, ma anche dai loro familiari.

Alla fine della commemorazione, il Vicario del Questore ha ricordato con senso di gratitudine Giovanni Lizzio e Giuseppe Montana, che hanno sacrificato la loro vita per i valori della giustizia e della legalità.

Il pensiero va anche ai familiari delle vittime di mafia che hanno saputo trasformare il dolore in impegno sociale, affinché i sacrifici non risultino vani e dall’esempio di chi si è battuto con dedizione e coraggio possano germogliare i semi della legalità, in grado di regalare frutti meravigliosi.

 

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