Un paradosso perfetto che rischia di rovinare sul nascere la nuova stagione del Catania FC. Da un lato il campo, che ha regalato la prima gioia con il successo interno in Coppa Italia al “Romeo Menti” contro il Vicenza; dall’altro la burocrazia finanziaria, che ha fatto crollare le certezze del tifo etneo e trasformato l’entusiasmo estivo in una vera e propria crisi di nervi. Al centro del ciclone c’è il mancato deposito della fideiussione integrativa necessaria per tesserare i nuovi acquisti e metterli a disposizione del tecnico Emilio Longo.
La prima doccia fredda è arrivata a ridosso del match contro i biancorossi, quando il club ha diramato una prima nota ufficiale con cui annunciava l’impossibilità di schierare i nuovi elementi della rosa. Una battuta d’arresto giustificata dalla società con l’anticipo della partita di Coppa e con cavilli amministrativi, ma con la promessa di sistemare tutto entro la scadenza originaria del 10 agosto.
Tuttavia, allo scadere dei termini, la fumata bianca non è arrivata. Un secondo comunicato del CdA ha confermato l’incapacità di risolvere i “problemi tecnico-burocratici”, lasciando la squadra in un limbo e il mercato estivo congelato.
Le ripercussioni di questo doppio rinvio aprono scenari complessi sia sul piano tecnico che su quello disciplinare, dai tesseramenti bloccati ( ivolti nuovi del mercato rossazzurro restano indisponibili per le gare ufficiali fino all’avvenuto deposito delle garanzie bancarie) al rischio sanzioni (il mancato rispetto dei termini stabiliti dagli organi federali espone la società al concreto rischio di penalizzazioni in classifica da scontare nel prossimo campionato) oltre a possibili sanzioni pecuniarie della Covisoc.
La narrazione di una società finanziariamente inattaccabile mostra le prime evidenti crepe agli occhi di addetti ai lavori e tifosi poiché l’ennesimo rinvio ha fatto saltare i nervi alla tifoseria. Esaurita la pazienza, la Curva Nord ha preso una posizione netta nei confronti del presidente Ross Pelligra e dei vertici societari, chiedendo uno stop alle giustificazioni e indicando un presidio di protesta proprio per la giornata di domani, alle ore 18:30 davanti ai cancelli dello stadio Angelo Massimino.
“Catania ha aspettato abbastanza. Siamo stati pazienti […] Ma alla luce dei recenti guai societari, ancora una volta accompagnati dalla solita e fastidiosa leggerezza, riteniamo che il tempo dell’attesa sia terminato. […] Catania vuole risposte. Catania pretende chiarezza. Catania pretende rispetto.”
La spaccatura tra la piazza e la proprietà è ormai aperta. Se sul rettangolo di gioco il Catania dimostra di saper lottare, fuori dal campo si attende ancora la mossa decisiva per evitare che una leggerezza burocratica comprometta l’intera stagione.




