La piaga dello spaccio di droga nel quartiere catanese di S.Giovanni Galermo. E’ stato questo il leit motiv dell’operazione Malerba, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale e da quelli del Comando Compagnia di Catania Fontanarossa durante la notte appena trascorsa.
Gli indagati sono in tutto 46, ma ne mancano, come detto dalla comandante dei Carabinieri di Catania Fontanarossa, Beatrice Casamassa, quattro, tre dei quali all’estero e uno ancora irreperibile. La stessa comandante ha sottolineato come questa operazione sia davvero importante in un quartiere difficile come quello di San Giovanni Galermo a Catania, come le ricerche continuino e come l’organizzazione fosse articolata come una vera e propria azienda fino a essere definito spaccio di impresa.
Gli spacciatori avevano degli organizzatori dell’attività e delle vedette in ogni luogo, che avvisavano gli spacciatori e i clienti in caso di avvicinamento delle forze dell’ordine. Da sottolineare inoltre come i gruppi organizzati per lo spaccio riuscissero a convivere tra loro senza alcuna concorrenza sleale e come gli acquirenti potessero ancora fidelizzarsi con il loro pusher di riferimento.
Le piazze di spaccio erano per la precisione quattro, rispettivamente nei civici 33, 121, 129 e 169, ognuna della quali con l’organizzatore dell’attività, e il giro di affari, ammontante a circa 240mila euro al giorno, vedeva in misura preponderante la vendita di marijuana e cocaina e in tono minore quella del crack. I primi due tipi di droga erano inoltre nascosti negli spazi verdi del serpentone di abitazioni di via Capo Passero e per la precisione si tratta di 60 dosi di cocaina e di 48 di marijuana. Il rifornimento della droga aveva la sua base a Napoli.
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