La Polizia di Stato ha emesso l’esecuzione di una misura cautelare custodiale, emessa, in data 20 aprile 2026, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale a carico di un uomo (classe 2004), in quanto gravemente indiziato, in esito agli elementi acquisiti, della commissione dei reati di porto e illegale detenzione in luogo pubblico di arma e lesioni personali aggravate.
Le indagini, coordinate da questo Ufficio e tempestivamente avviate dagli investigatori della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile della Questura etnea, hanno permesso di acquisire, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato, valevole ora e fino a condanna definitiva, elementi che dimostrerebbero come l’uomo- nipote del capo di una famiglia mafiosa – sarebbe stato l’autore delle lesioni aggravate ai danni di un cittadino catanese attinto da un colpo di arma da fuoco alla gamba sinistra il 10.2.2026, dinanzi ad una barberia sita nel quartiere San Cristoforo.
Specificatamente le investigazioni hanno tratto origine dalla segnalazione dei sanitari del nosocomio presso cui si era presentato il ferito, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, con permesso lavorativo presso il citato salone da barba, dimesso successivamente con diagnosi di lesione personale consistita in “una frattura comminuta tibia sinistra”, giudicata guaribile in 30 giorni.
A conclusione delle indagini, caratterizzate dalla combinazione di esiti derivanti dall’analisi di video riprese, dal sequestro dello scooter dell’indagato abbandonato sul luogo degli eventi con il blocca sterzo disinserito, dell’attività captativa e del comportamento dell’indagato, inizialmente resosi irreperibile e dopo tre giorni, presentatosi con un aspetto mai avuto prima di quel momento presso gli uffici della locale Squadra Mobile, sono emersi gravi indizi di reato a suo carico. Nel corso delle investigazioni si è compreso, altresì, che il destinatario dell’azione delittuosa fosse, in realtà, un altro soggetto orbitante presso la citata barberia.
Dopo l’espletamento delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di piazza Lanza a disposizione dell’A.G.





