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Home » Cronaca » Coronavirus. I Vigili del fuoco in lutto, Giuseppe Coco non ce l’ha fatta

Coronavirus. I Vigili del fuoco in lutto, Giuseppe Coco non ce l’ha fatta

Pietro Nicosia Di Pietro Nicosia
9 Aprile 2020
in Cronaca, Provincia
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Il ricordo del direttore di Yvii24 Pietro Nicosia, che era un suo amico

COVID-19 TERZO VIGILE DEL FUOCO SCOMPARSO I Vigili del Fuoco italiani perdono ancora un loro uomo, è il terzo, a causa del Coronavirus. È spirato stamattina al Policlinico di Catania, dove si trovava in seguito alle complicazioni cardiache e polmonari causate dal virus, Giuseppe Coco, 50 anni, originario di Mascalucia. Coco, in servizio all’Aeroporto “Bellini” di Catania, era stato contagiato a inizio marzo insieme ad un collega; era anche un formatore dei Vigili del Fuoco e volontario presso la Misericordia “Santa Croce” Catania Villaggio Sant’Agata. Lascia la moglie e due figli.

IO LO CONOSCEVO Fin qui la cronaca scritta in ossequio alle 5w. Ma, per me, che sono chiamato a scriverne, la notizia della scomparsa di Giuseppe questa mattina è suonata come un pugno nello stomaco assestato a digiuno da uno sconosciuto. A volte, svolgendo il proprio lavoro, il cronista si imbatte in una notizia che lo riguarda da vicino: e per me, questa, è una di quelle volte. A portare le cattive novelle è, ormai, quasi sempre quel social che rappresenta la prosecuzione virtuale delle nostre vite vere, in un mischiarsi continuo delle due dimensioni sino a confondersi l’una nell’altra.

La notizia l’ho letta sul profilo del sindaco di Mascalucia, la mia città e la città di Giuseppe. Due, tre volte a leggere e rileggere, a strabuzzare gli occhi e sperare che non fosse vero, o che il sindaco avesse preso un (improbabile) abbaglio. Ma, purtroppo, non c’è stato alcun errore. Pochi istanti e la home di Facebook si riempie delle sue foto, le chat si illuminano di notifiche: è tutto vero. Un maledetto virus che fino a qualche settimana fa non doveva preoccupare nessuno in buona salute, se l’è portato via, dopo aver già infierito sulla sua famiglia strappando papà Vincenzo. E così ti scopri vulnerabile, impotente, inerte. Non puoi che essere fatalista, “se capita non possiamo sottrarci”, o aggrapparti alla fede, se credi.

Giuseppe era amico mio. Lo conobbi trent’anni fa alla Misericordia di Mascalucia, entrambi volontari, quasi coetanei, lui due anni più giovane. Lo ricordo sempre sorridente, e ricordo la sua istintiva disponibilità verso tutti, la serenità, la passione che metteva svolgendo l’attività a cui eravamo chiamati. La vita che scorre distanzia chi ha camminato per un po’ insieme e Giuseppe lo incontravo al supermercato, o per strada, a Mascalucia. Scambiavamo un cenno, un sorriso, un saluto, poche parole mentre i carrelli avanzavano in coda.

Adesso che se n’è andato, resta dentro il rammarico per un ultimo caffè preso insieme troppo distante nel tempo: trent’anni, o giù di lì. Una cosa vorrei che questa maledetta pandemia ci lasciasse: la voglia di fermare questa vita frenetica almeno per cinque minuti e prendere un caffé con chi ne abbiamo voglia, senza rinviarlo a un domani che non arriverà mai. Che almeno, quel caffé non sia distante trent’anni.

IL CORDOGLIO Giuseppe Coco è stato ricordato così su Twitter sul profilo ufficiale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco: «Giuseppe Coco era uno stimato collega e un ottimo formatore. Stamani è mancato dopo una lunga lotta contro il #Covid19 Alla sua famiglia e ai colleghi di Catania l’abbraccio del Capo Dipartimento Mulas, del Capo del Corpo Dattilo e dei #vigilidelfuoco di tutta Italia».

Questa la nota del Comando provinciale Catania dei Vigili del Fuoco, a firma del Comandante Giuseppe Verme: «È con immenso dolore che comunico a tutto il personale che questa mattina, il Capo Squadra Giuseppe COCO, dopo aver lottato contro il virus, si è spento al reparto di terapia intensiva del Policlinico di Catania.
Ancora una volta, lo sgomento e il dolore pervadono le nostre menti ed i nostri cuori e siamo chiamati ad affrontare la prova forse più difficile per un Vigile del Fuoco, assistere impotenti alla tragica scomparsa di un collega. Purtroppo le restrizioni alle quali l’emergenza in atto ci obbliga, non consentono di dare l’ultimo saluto al collega come tutti vorremmo, tuttavia si sta provvedendo a dare il supporto possibile alla famiglia e ad organizzare una rappresentanza di personale nell’ultimo viaggio di Giuseppe».

«Queste sono notizie che non vorremmo mai ricevere e comunicare» ha commentato il presidente del Comitato provinciale delle Misericordie di Catania dott. Alfredo Distefano. «Quando un nostro confratello viene chiamato alla casa del Padre, a piangere è l’intero movimento. Mi unisco al dolore della famiglia ed esprimo il cordoglio di tutto il movimento catanese».

Grande dolore all’interno della Misericordia di Santa Croce di Catania, dove Giuseppe Coco svolgeva attivamente il proprio servizio. «Per noi suoi fratelli al servizio del prossimo è stato un vero colpo al cuore ricevere questa notizia» commenta il Governatore Giovanni Parisi. «Il ricordo di Giuseppe rimarrà per sempre vivo nella memoria di tutti noi volontari e siamo certi che è già al fianco del Signore, pronto ad aiutarci dall’alto».

Il sindaco di Mascalucia, Vincenzo Magra, scrive su Facebook: «Apprendo con immensa tristezza che un altro nostro concittadino non è riuscito a superare la battaglia che stava affrontando contro il Covid-19. La settimana scorsa ci aveva lasciati il papà Coco Vincenzo, oggi purtroppo anche il figlio Coco Giuseppe non ce l’ha fatta. Ci stringiamo ai familiari e rivolgiamo loro le più sentite condoglianze da parte dall’amministrazione comunale e della cittadinanza tutta».

Tags: coronaviruscovid 19giuseppe coco
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Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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