Fra pause e riprese, l’attività prosegue dall’inizio dell’anno
Prosegue ininterrotta l’attività dei crateri sommitali dell’Etna. Fra pause e riprese, dall’inizio dell’anno, con diversi episodi fra gennaio e febbraio, la vetta mostra spesso nubi di cenere densa disperse dai venti lungo i fianchi del vulcano. Già da ieri pomeriggio una nuova intensa emissione ha interessato il Cratere di Nord-Est, con la cenere ricaduta nel versante sud-occidentale, che ha imposto la chiusura di un settore dello spazio aereo dell’aeroporto “Vincenzo Bellini”. E stamattina lo scenario si è ripetuto identico, con la cenere emessa sempre dal Nord-Est ricaduta sui fianchi occidentali.
Anche per oggi lo scalo di Fontanarossa ha dovuto limitare l’operatività con la chiusura di un settore dello spazio aereo. Consentiti sei arrivi ogni ora. Le partenze non hanno subito limitazioni. Nel pomeriggio, alla diminuzione dell’attività dell’Etna, lo spazio aereo è stato interamente riaperto. Potranno ancora verificarsi alcuni ritardi ma la situazione evolve verso la normalità.
L’attuale fase di attività dell’Etna vede l’espulsione di materiale vecchio presente nel condotto e non, dunque, di magma nuovo. Nel pomeriggio odierno ancora esplusione di sabbia vulcanica con il ripetersi di uno scenario simile a quello delle ultime 24 ore. In mattinata l’attività aveva interessato anche il Cratere Centrale, che è formato da Bocca Nuova e Voragine. Grazie ad un cielo sgombero di nuvole, i fenomeni sono stati ben osservabili da ogni versante dell’Etna. Ricoperta e annerita la coltre di neve che si era depositata negli ultimi giorni, dopo l’abbassamento delle temperature.
(Nella foto, l’Etna stamattina da Santa Maria di Licodia )





