Un messaggio chiaro, scandito con la bomboletta spray e impresso direttamente sul suolo vulcanico dell’Etna: l’opposizione al ticket d’accesso ai Crateri Silvestri si è tinta, nelle ultime ore, dei colori del vandalismo. Una forma di protesta imbrattante che ha sollevato un’immediata e ferma presa di posizione da parte di chi, l’Etna, lo vive e lo tutela ogni giorno per professione.
A condannare senza riserve il gesto , in un post affidato ai social, è stato Emilio Messina, Presidente di Federescursionismo Sicilia, che attraverso un intervento pubblico ha ribadito la netta distinzione tra la battaglia politica e legale per un vulcano libero e la mera devastazione del territorio.
La posizione di Federescursionismo: “Opposti al ticket, ma non così”. La vicenda ruota attorno alla controversa introduzione del ticket per l’accesso a una delle zone più iconiche e visitate dell’Etna, i Crateri Silvestri. Se da un lato la misura ha scatenato il malcontento di cittadini, guide ed escursionisti, le scritte apparse sui muri e sulla pietra lavica segnano un punto di non ritorno sui metodi di protesta.
“Ci dissociamo completamente da questi gesti e li condanniamo senza alcuna esitazione», ha dichiarato Messina. «Scrivere con una bomboletta sui muri o, ancora peggio, direttamente sul suolo vulcanico non rende più forte la battaglia per un Etna libero. La indebolisce, perché trasforma una legittima protesta in un atto vandalico contro quello stesso territorio che diciamo di voler tutelare.”
Federescursionismo Sicilia ha ricordato di essersi opposta fin da subito alla misura impositiva e di aver portato avanti questa battaglia nelle sedi istituzionali e attraverso azioni legali. L’obiettivo rimane lo stesso: garantire la libera fruizione di un bene collettivo. Tuttavia, lo strumento scelto dagli ignoti autori delle scritte finisce per danneggiare la causa stessa, offrendo un’immagine distorta della comunità che si batte per la tutela del vulcano.
Il nodo del bene comune: fruibilità e rispetto per l’Etna. La questione sollevata dal ticket va ben oltre l’aspetto economico. Imporre un pagamento d’ingresso su un patrimonio naturalistico di rilevanza mondiale apre un dibattito profondo sul confine tra gestione delle risorse, sicurezza dei visitatori e diritto di accesso alla natura.
Verso un dialogo necessario. L’episodio dei Crateri Silvestri evidenzia quanto la tensione sul tema della fruizione dell’Etna stia raggiungendo livelli di guardia. La sfida per le istituzioni e gli enti territoriali sarà ora quella di aprire un tavolo di confronto serio e trasparente con le associazioni e i lavoratori della montagna, evitando scorciatoie impositive che rischiano di spaccare la comunità e innescare reazioni sconsiderate.
L’appello che si leva dal mondo dell’escursionismo resta fermo: i Crateri Silvestri devono tornare liberamente fruibili, ma il rispetto per il vulcano rimane un principio non negoziabile. Anche quando si protesta per la sua libertà.




