Il Fatto Siciliano
domenica, 17 Maggio, 2026
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
Il Fatto Siciliano
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

Home » Cronaca » Italia. La condanna di un magistrato non automatizza la rimozione

Italia. La condanna di un magistrato non automatizza la rimozione

Lo ha deciso la Corte costituzionale: È costituzionalmente illegittima l’automatica rimozione dalla Magistratura

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
29 Marzo 2024
in Cronaca, Italia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
A A
Lo ha deciso la Corte costituzionale: È costituzionalmente illegittima l’automatica rimozione dalla Magistratura
Facebook

È costituzionalmente illegittima la previsione dell’automatica rimozione dalla Magistratura in caso di condanna del magistrato a una pena detentiva non sospesa. Lo ha deciso la Corte costituzionale con sentenza n. 51, depositata ieri, con la quale è stata accolta una questione sollevata dalle Sezioni unite della Corte di cassazione.

Il caso riguardava un magistrato che era stato condannato, con sentenza passata in giudicato, alla pena non sospesa della reclusione di due anni e quattro mesi per falso materiale avendo apposto, con il consenso della presidente del collegio di cui era componente, la firma apocrifa della presidente stessa in tre provvedimenti giurisdizionali. La presidente era l’ex magistrato della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, condannata a 7 anni e 10 mesi con sentenza passata in giudicato per aver gestito in maniera clientelare le nomine degli amministratori giudiziari di beni sequestrati alla Mafia. Il magistrato che aveva apposto la firma apocrifa era il giudice Fabio Licata che ha ricorso ottenendo adesso la sentenza della Corte Costituzionale, la quale, ha rammentato che secondo la propria costante giurisprudenza, la condanna penale di un funzionario pubblico o di un professionista non può, da sola, determinare la sua automatica espulsione dal servizio o dall’albo professionale. Sanzioni disciplinari fisse, come la rimozione, sono anzi indiziate di illegittimità costituzionale; e in ogni caso deve essere salvaguardata la centralità della valutazione dell’organo disciplinare nell’irrogazione della sanzione che gli compete. La norma dichiarata incostituzionale, invece, ricollegava la sola sanzione della rimozione alla condanna per qualsiasi reato, purché la pena inflitta dal giudice penale superasse una certa soglia quantitativa, finendo così per spogliare il CSM di ogni margine di apprezzamento sulla sanzione da applicare nel caso concreto.

La condanna di un magistrato non automatizza la rimozione

Nel caso che ha dato luogo al giudizio, in effetti, il giudice penale aveva irrogato una severa pena detentiva non sospesa senza poter considerare gli effetti che tale pena avrebbe necessariamente prodotto nel successivo giudizio disciplinare. In conseguenza poi dell’automatismo creato dalla norma, neppure nel giudizio disciplinare era stato possibile vagliare “la proporzionalità di una tale sanzione rispetto al reato da questi commesso, dal peculiare angolo visuale della eventuale inidoneità del magistrato a continuare a svolgere le proprie funzioni”. E ciò pur “a fronte dell’entità delle ripercussioni che l’espulsione definitiva dall’ordine giudiziario è suscettibile di produrre sui diritti fondamentali, e sull’esistenza stessa, della persona interessata” D’altra parte, ha proseguito la Corte, “non può in assoluto escludersi che un fatto di reato per il quale il giudice penale abbia inflitto una pena detentiva non sospesa possa essere ritenuto, sia pure in casi verosimilmente rari, meritevole di sanzioni disciplinari meno drastiche della rimozione. E ciò (…) anche in considerazione del fatto che la mancata concessione della sospensione condizionale non deriva necessariamente da una prognosi circa la possibile commissione di nuovi reati da parte del condannato (…); ma può semplicemente discendere – come nel caso oggetto del giudizio a quo – dal superamento del limite di due anni di reclusione, entro il quale il beneficio può essere concesso. Ipotesi, quest’ultima, nella quale il condannato per cui non sussista pericolo di reiterazione del reato può, in molti casi, essere ammesso ad espiare la propria pena in regime di affidamento in prova al servizio sociale”, continuando così a svolgere la propria ordinaria attività lavorativa. Infine, la Corte ha precisato che – per effetto di questa sentenza – il CSM potrà ora determinare discrezionalmente la sanzione da applicare al magistrato, potendo naturalmente optare ancora per la rimozione, “laddove ritenga che il delitto per cui è stata pronunciata condanna sia effettivamente indicativo della radicale inidoneità del magistrato incolpato a continuare a svolgere le funzioni medesime”.

 

Tags: automatizzacondannaCortecostituzionaleitaliamagistratorimozione
CondividiTweetInviaCondividi
Articolo predente

S.M. di Licodia. Eletti 3 consiglieri dell’Opposizione per l’Unione dei Comuni Aree Interne

Articolo Successivo

Sicilia. Pasqua da record per il turismo

Sebastiano Adduso

Sebastiano Adduso

Articolo Successivo
L’Isola risulta tra le mete predilette per le vacanze di Pasqua dai turisti italiani e soprattutto stranieri questi ultimi in aumento

Sicilia. Pasqua da record per il turismo

I CC della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato un 18enne di Belpasso per spaccio di marijuana e crack

Catania. Ennesimo arresto di un pusher appena 18enne

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Ultime Notizie

Paternò.Spaccio di droga.Arrestato 21enne

Paternò.Spaccio di droga.Arrestato 21enne

1 giorno fa
Catania. Molesta studentessa e fugge

Catania. Molesta studentessa e fugge

2 giorni fa
Catania. Ruba oltre 100 cioccolatini e fugge in auto

Catania. Ruba oltre 100 cioccolatini e fugge in auto

2 giorni fa
Acireale .Tentato furto aggravato in una gioielleria

Acireale .Tentato furto aggravato in una gioielleria

2 giorni fa
Il Fatto Siciliano

Testata giornalistica online e stampata.
Registrazione Tribunale di Catania
n.cronol. 142/2023 del 23/11/23 RG n.4552/2023

Editore:
Giuseppe Cantarella
Via G.D’Annunzio, 42
Biancavilla (CT)

Comunicati stampa su:
[email protected]

Info:
3275674610 – Giuseppe Cantarella Editore
[email protected]

Lettere alla redazione

Lettere alla Redazione

Sicilia. Scuole con i riscaldamenti ancora in corso di sistemazione

30 Novembre 2023
Biancavilla

Biancavilla. Ingiulla, Prg: «Penalizzati i non “abusivi”»

18 Gennaio 2021
Biancavilla

Biancavilla. Prg approvato, adesso urgono le correzioni

21 Dicembre 2020
  • Dichiarazione sulla privacy (UE)

© Copyright 2023 Il Fatto Siciliano - Tutti i diritti riservati · Realizzazione sito e hosting

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Attualità
  • Ambiente
  • Cultura
  • Sport
    • Calcio
    • Altri sport
  • Rubriche
    • Opinioni
    • Dillo a Yvii24
    • Quel che le donne dicono
    • Clandestino
    • CittAccessibile
  • Città
    • Adrano
    • Belpasso
    • Biancavilla
    • Paternò
    • Ragalna
    • Misterbianco
    • Motta Sant’Anastasia
    • Santa Maria di Licodia
    • Catania
    • Provincia

© Copyright 2023 Il Fatto Siciliano - Tutti i diritti riservati · Realizzazione sito e hosting