La Cassazione ha confermato la condanna a dieci anni per l’ex sottosegretario Nicola Cosentino (del Popolo delle libertà) per concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto ritenuto referente del clan dei Casalesi.
I giudici della Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dai suoi legali, gli avvocati Stefano Montone, Agostino De Caro ed Elena Lepre. Gli avvocati fanno sapere che Cosentino si costituirà presto in carcere.
Il processo che si è concluso a Roma era stato denominato Eco 4 e vedeva l’ex coordinatore campano di Forza Italia accusato di essere stato implicato in uno scambio politico-elettorale con il clan dei casalesi.
La pena inflitta in primo grado a 9 anni era stata confermata e inasprita con la sentenza di appello che ora è stata convalidata dalla Suprema Corte.
A inizio marzo Cosentino aveva incassato un’assoluzione definitiva nell’ambito del processo “Il principe e la ballerina” che riguardava sempre i rapporti dell’ex parlamentare con i casalesi. A carico di Cosentino anche un’altra condanna definitiva a 4 anni per corruzione in un altro processo.
Nell’immagine di copertina il Palazzo di Giustizia a Roma, sito in piazza Cavour nel rione Prati, ove la Corte di cassazione ha la sua sede.
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