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Home » Paternò » L’Ama…va!

L’Ama…va!

Pietro Nicosia Di Pietro Nicosia
20 Luglio 2020
in Paternò, Politica
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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L’Ama…va!
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La riduzione del Cda della società acquedotto di Paternò a un solo amministratore, al centro dello scontro politico. Chi la voleva ieri, la rinnega oggi?

Sull’Ama di Paternò (Spa costituita per trasformazione della preesistente Azienda Municipalizzata Acquedotto) si accende un nuovo scontro politico, dopo la fumata nera sulla sfiducia al sindaco Nino Naso. Oggetto del contendere la proposta di modifica dello Statuto della società che verrà discussa in Consiglio comunale mercoledì sera, e che prevede – fra l’altro – la soppressione del Consiglio di amministrazione (formato da tre componenti) e la nomina di un amministratore unico, presentata dalle opposizioni, primo firmatario il consigliere di #db Giuseppe Lo Presti e altri firmatari Antonino Distefano (#diventeràbellissima), Guido Attilio Condorelli (F.I.), Marco Gresta, Martina Ardizzone e Claudia Flammia (M5S) e Patrizia Virgillito (Paternò 2.0).

Da trattare in aula la “Proposta di deliberazione d’iniziativa Consiliare, ai sensi dell’art.17, comma 2 del vigente Regolamento dei lavori del Consiglio Comunale, avente come oggetto: “Statuto A.M.A-Modifica C.d.A. – Amministratore Unico ed istituzione fondo tariffe agevolate soggetti deboli”, delibera in linea con il Testo Unico delle Società Partecipate che, all’art. 11 comma 2, prevede che “L’organo amministrativo delle societa’ a controllo pubblico e’ costituito, di norma, da un amministratore unico”, ed inoltre prevede “la soppressione della carica di vicepresidente”. Una proposta che ha scatenato il vicepresidente Orazio Terranova, che in una lettera alle testate giornalistiche (che pubblichiamo in calce integralmente) rivendica le economie conseguite dall’attuale Cda.

Le opposizioni hanno iniziato a riscaldare i motori, anche ricordando la stessa identica proposta di riduzione a un solo amministratore del Consiglio di amministrazione (“Statuto Ama modifica Cda – Amministratore unico”) avanzata dai consiglieri di opposizione sotto la precedente sindacatura a guida Pd presieduta da Mauro Mangano, fra cui l’attuale vicesindaco Ignazio Mammino che parlò in un comunicato stampa di “dovere etico e morale”. Ad oggi, Mammino, risulta “non pervenuto”.

Di seguito la lettera di Orazio Terranova, vicepresidetne Ama.

Caro direttore,
con molto stupore vengo a conoscenza della proposta dei consiglieri comunali d’opposizione di ridurre i componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Municipalizzata Acquedotto (AMA) da un numero di tre componenti ad un solo componente, quindi passando ad una forma di gestione monocratica, se cosi si può dire. Per quando mi riguarda, e scrivo perché in primis sono citato in causa e mi sento attaccato in prima persona senza capire il senso logico, non riesco a comprendere il perché dell’accanimento contro questo CdA, con l’ipotetico passaggio da tre componenti ad uno.

Anzitutto perché non cambia nulla dal punto di vista economico, secondariamente perché gli altri due componenti – oltre al presidente – che in questi anni con molta umiltà hanno lavorato con dedizione e impegno, hanno operato sempre in maniera democratica e con spirito di abnegazione da tutti riconosciuto. Non siamo attaccati alle poltrone, ma è giusto che la città sappia che questo CdA è il primo dell’AMA ad essersi abbassato lo stipendio percependo la metà degli emolumenti rispetto a tutti quelli degli anni precedenti.

La gestione di questo CdA è stata la più economica di sempre, perchè con molta attenzione abbiamo sempre amministrato questa azienda agendo con senso di responsabilità verso la città e il primo cittadino Nino Naso, che ci ha dato la fiducia nell’ardua gestione dell’unica partecipata paternese. Abbiamo sempre evitato sprechi ed evitato di affidare incarichi a tecnici o geologi – tanto per essere chiari – per cercare pozzi che non esistono; oppure incarichi ad avvocati anche quando non ve ne era di bisogno.

Questo CdA ha abbassato la tariffa idrica che va sicuramente in controtendenza a quello che accade quotidianamente in tutta Italia, dove si cerca di arrotondare anziché diminuire le spese delle famiglie. Questo CdA ha invece dimostrato non solo di essere all’altezza della situazione, ma di poter intervenire con efficienza all’interno delle scelte decisionali dell’Ente, con provvedimenti innovativi e incentrati sulle reali esigenze dei cittadini: non lo diciamo noi ma lo dicono i fatti: nella fattispecie la tariffa è passata da 0,9720 del 2017 a 0,9690 nel 2018 e 0,9630 nel 2019, con un risparmio sostanziale.

Questo CdA ha abbattuto “il muro” tra azienda e cittadini utilizzando un metro di misura per tutti. Abbiamo risparmiato 200.000,00 euro annui (che per tre anni fa 600.000,00 euro) con un bando per i pozzi privati; abbiamo recuperato un finanziamento di 5 milioni di euro regionali arrivati grazie all’interessamento repentino di questa gestione, in collaborazione con il sindaco Naso, andando a riesumare un progetto che si era arenato tra le pastoie burocratiche delle passate Amministrazioni.

Inoltre, abbiamo per la prima volta nella storia regolato le fatture tra AMA e Comune, abbiamo messo in atto tutte le leggi e le regole per aiutare le famiglie, specialmente quelle più bisognose (vedi bonus idrico) e stiamo lavorando per portare l’acqua a Sferro e in tutte le zone limitrofe della città. Nel contempo stiamo attuando un piano d’investimento per 2 milioni e 500 mila euro per i nostri impianti e la nostra rete idrica. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di salvaguardare i cittadini abbassando sempre di più i costi ed offrire un servizio efficiente alla città, investendo su i nostri impianti, fermo restando che questo CdA ha trovato un’azienda in pessime condizioni, con una rete che è un colabrodo.

Ribadisco fortemente, quindi, che ciò che ci spinge sempre ad agire con scrupolo e coscienza lo facciamo responsabilmente da persone libere: non abbiamo mai avuto padroni ed è probabilmente per questo che siamo ripetutamente attaccati. Non avrei mai pensato che ci si spingesse fino a questo punto. Mi chiedo sempre più spesso dove sia finita l’etica di chi ricopre un ruolo al Consiglio Comunale, nell’interesse esclusivo del cittadino e della sua comunità. Lascio il giudizio ai cittadini.

Tags: amaazienda acquedottogiuseppe lo prestiignazio mamminoorazio terranovaPaternò
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