Inaugurata l’opera di Ligama alla vigilia della Giornata della Legalità.Un segno indelebile per ricordare che la lotta alle mafie passa innanzitutto dalla scuola, dalla cultura e dal ricordo. Il murale dell’artista Salvo Ligama dedicato a Giuseppe Di Matteo è un’opera inserita nel progetto “Le vie da seguire”, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale e dalla Fondazione Federico II, che ha visto la partecipazione attiva delle alunne e degli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo “Pietro Carrera”. L’iniziativa restituisce memoria a una delle pagine più buie della storia criminale italiana, offrendo ai giovani studenti un simbolo visivo di riscatto e di impegno civile.
Il murale, impresso sulla facciata dello storico edificio scolastico di viale Regina Margherita, strappa all’oblio una vicenda di inaudita ferocia, affinché il sacrificio di una vittima innocente diventi seme di legalità. Giuseppe Di Matteo fu sequestrato a soli dodici anni nel novembre del 1993, utilizzato come ostaggio per ricattare il padre Santino, che aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Dopo ben 779 giorni di prigionia in condizioni disumane, l’11 gennaio del 1996 il ragazzino fu strangolato su ordine del boss Giovanni Brusca. Per consumare l’oltraggio finale e cancellare ogni traccia del delitto, i carnefici sciolsero il corpo nell’acido..
Oggi, l’arte e la cultura si oppongono a quella violenza e diventano armi fondamentali contro il silenzio. Il coinvolgimento diretto degli studenti del “Pietro Carrera” unisce idealmente il passato al futuro, affidando alle nuove generazioni il compito di custodire questa memoria. L’inaugurazione di Militello fa da apripista a una giornata che vedrà l’intera nazione stringersi attorno ai valori della giustizia. Domani sarà infatti una giornata ricca di eventi in tantissimi comuni italiani, animata da marce, manifestazioni e cortei.
La Giornata della Legalità viene celebrata ogni anno il 23 maggio proprio per commemorare le vittime di tutte le mafie. La data coincide con l’anniversario della strage di Capaci del 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, seguita a breve distanza dal sacrificio di Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio. Attraverso l’opera di Ligama a Militello e le tantissime piazze che si riempiranno in tutta Italia, il dolore si trasforma in un manifesto visivo e sociale di resistenza, dimostrando come le scuole e le istituzioni continuino a radicare i valori della legalità direttamente sul territorio.







