Lo Stato non dispone più delle risorse necessarie per finanziare ogni ricostruzione dopo una calamità naturale. È quanto ha affermato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ad ANSA, intervenendo a Roma a margine dell’evento “Città nel futuro 2030-2050”.
Rispondendo alle domande sul possibile ricorso a polizze contro gli eventi catastrofali, Musumeci ha spiegato che non sarebbe più sostenibile affidare interamente alla finanza pubblica il costo degli interventi necessari dopo terremoti, alluvioni e altri eventi estremi. Il forte ed impattante cambiamento climatico ha infatti esasperato una situazione già fortemente critica.
Secondo il ministro, occorre quindi una diversa distribuzione degli oneri tra Stato, cittadini e soggetti privati. “Dovremmo necessariamente convivere con il rischio”, ha dichiarato Musumeci, sottolineando comunque che lo Stato continuerà a svolgere il proprio ruolo nelle emergenze e nella ricostruzione.
Il tema delle assicurazioni contro le calamità naturali è già entrato nella normativa italiana. La legge di bilancio 2024 ha introdotto per le imprese l’obbligo di stipulare una copertura assicurativa per i danni provocati da eventi catastrofali. La disciplina è stata successivamente definita attraverso un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del gennaio 2025.
Le scadenze per le imprese sono state poi differenziate in funzione delle loro dimensioni, con termini specifici per medie, piccole e microimprese.
Nel corso del suo intervento, Musumeci ha richiamato anche il rischio sismico. Il ministro ha sostenuto che l’Europa avrebbe dedicato un’attenzione insufficiente alla prevenzione dei terremoti e ha ricordato che una parte significativa del territorio italiano è interessata dal rischio sismico.
Il tema della prevenzione torna così al centro del dibattito sulle politiche di protezione civile, insieme alla necessità di individuare strumenti in grado di sostenere economicamente gli interventi dopo le calamità.






