Fino poco tempo fa, la linea ferroviaria secondaria Motta Sant’Anastasia – Regalbuto -un’arteria di 52,5 km storicamente legata al trasporto agrumario e alla mobilità locale / è stata al centro di un coordinamento istituzionale tra i Comuni di Paternò, Belpasso, Centuripe e Regalbuto. L’obiettivo era l’inserimento dell’infrastruttura nell’elenco delle ferrovie turistiche d’Italia ai sensi della Legge 128/2017.
L’iniziativa mirava a riscattare un’infrastruttura sospesa o dismessa a tratte tra il 1986 e il 2004, tutelando opere d’ingegneria di pregio come il Ponte dei Dieci Archi e valorizzando progetti di rigenerazione culturale come quello della Stazione di Paternò-San Marco, portata avanti dall’associazione SUdS APS.
L’atto istituzionale: La Delibera per la “Greenway del Simeto”. Il quadro ha subito un’accelerazione con l’approvazione della Delibera n. 103 dell’11 agosto 2026 da parte della Commissione Straordinaria del Comune di Paternò. L’atto ha sancito l’approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa tra Paternò, Centuripe (con il coordinamento del Tavolo Tecnico) e SUdS APS per avviare la riconversione dell’ex sedime ferroviario nella “Greenway del Simeto”. L’intesa punta a trasformare il tracciato dismesso in un corridoio verde e in una pista ciclopedonale per favorire la mobilità sostenibile, il cicloturismo e l’intercettazione di finanziamenti dedicati.
La posizione della Commissione Commissariale: Le parole di Santi Giuffrè
Sulla vicenda è intervenuto, ai nostri microfoni, direttamente il Commissario Straordinario del Comune di Paternò, il Prefetto Santi Giuffrè, ribadendo le motivazioni concrete che hanno spinto l’amministrazione commissariale verso il progetto della Greenway:
“Sappiamo che in questo progetto c’è anche l’interesse dell’Università nel valorizzare un’infrastruttura ormai morta, abbandonata da trent’anni. Noi abbiamo portato avanti un progetto alternativo per evitare che l’opera blocchi la richiesta di nuovi finanziamenti. Non riteniamo di aver fatto qualcosa di sbagliato: il sindaco di Centuripe, partendo da zero, vorrebbe rianimare un’opera che all’atto pratico non esiste più.”
Nelle parole di Giuffrè emerge chiaramente la visione pragmatica dell’Ente: di fronte a un’infrastruttura non più operativa da tre decenni, la priorità è sbloccare risorse finanziarie immediate e concretizzabili attraverso la greenway, evitando di rimanere incagliati nel tentativo di ripristinare una linea ferrata ritenuta ormai inesistente nei fatti.
La reazione: Nasce il Comitato per la Difesa della Ferrovia delle Arance L’approvazione della delibera sulla Greenway e la prospettiva di smantellare i binari hanno fatto scattare la mobilitazione cittadina, sfociata nella nascita del “Comitato Popolare per la Difesa della Ferrovia delle Arance”. Il Comitato ha precisato di non opporsi alla mobilità dolce o alle piste ciclabili, considerate importanti strumenti di sviluppo turistico. La preoccupazione principale riguarda l’irreversibilità dello smantellamento: trasformare il sedime in pista ciclabile eliminerebbe per sempre la possibilità di un ripristino dei treni.
L’intervento delle Istituzioni locali: Il Sindaco di Motta Sant’Anastasia Antonio Bellia
Sulla scia del dibattito riaperto dal Comitato Popolare, è arrivato il forte intervento istituzionale del Sindaco di Motta Sant’Anastasia, Antonio Bellia, che ha bocciato l’idea dello smantellamento dei binari e rilanciato un piano ad alto impatto infrastrutturale, annunciando un’interlocuzione con il Governo regionale e nazionale: “Vogliamo ripristinare la vecchia linea ferrata a servizio della linea Catania-Palermo e riottenere la fermata di Motta Sant’Anastasia, soppressa nel 1984 proprio in concomitanza con la dismissione della tratta verso Regalbuto. Per questo scriveremo al Ministero delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel più breve tempo possibile.”
Per il primo cittadino di Motta Sant’Anastasia, il ripristino del ferro rappresenta un’opportunità logistica irrinunciabile per connettere la Valle del Simeto alla grande direttrice Catania-Palermo, con benefici diretti per i pendolari e per il comparto agricolo e commerciale.
Un territorio ad un bivio strategico. La vicenda della linea Motta-Regalbuto mette in luce due visioni contrapposte per il futuro della Valle del Simeto: da un lato la linea del pragmatismo e della riconversione verde sostenuta dalla Commissione Commissariale di Paternò e da Centuripe per intercettare fondi europei su un’opera abbandonata da decenni; dall’altro la linea del ripristino infrastrutturale guidata dalla mobilitazione popolare e ripresa dal Sindaco Antonio Bellia, decisi a non cedere il corridoio ferroviario per non perdere la possibilità di un collegamento veloce con Catania e la rete nazionale.






