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Home » Paternò » Paternò. Il sindaco Naso diventa complottista e vieta la sperimentazione 5G

Paternò. Il sindaco Naso diventa complottista e vieta la sperimentazione 5G

redazione Di redazione
11 Maggio 2020
in Paternò, Politica
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Paternò. Il sindaco Naso diventa complottista e vieta la sperimentazione 5G
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Nonostante l’Istituto Superiore di Sanità scriva “Le potenze di emissione saranno sempre più basse” il primo cittadino sposa le tesi cospirazioniste e firma un’ordinanza

Il sindaco di Paternò, Nino Naso, sposa la tesi complottista e vieta la sperimentazione e installazione del 5G (la nuova generazione della telefonia) sul territorio comunale. Non bastano al primo cittadino le recentissime rassicurazioni dell’Istituto Superiore di Sanità che, in una nota firmata dal dottore Alessandro Polichetti (Primo ricercatore ISS) scrive: «Le potenze di emissione saranno sempre più basse e così il contributo ai livelli di esposizione che in ogni caso dovranno rispettare i limiti precauzionali fissati dalla normativa nazionale» (leggi la nota).
Insomma, Naso ha individuato il nemico da combattere: per coerenza – visto che la nuova tecnologia non avrà una potenza maggiore della vecchia – dovrebbe iniziare a disfarsi del suo telefono cellulare e promuovere la reinstallazione delle cabine telefoniche in ogni angolo di Paternò.

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Nell’ordinanza 51 dell’8 maggio 2020, il primo cittadino paternese scrive:

Nel 2011 la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo e che l’1 novembre 2018 il National Toxicology Program ha diffuso il rapporto finale di uno studio su cavie animali dal quale è emersa una “chiara evidenza che i ratti maschi esposti ad alti livelli di radiazioni da radiofrequenza, come 2G e 3G, sviluppino rari tumori delle cellule nervose del cuore”. Il rapporto aggiunge, che esistono anche “alcune evidenze di tumore al cervello e alle ghiandole surrenali” e che qui si sta parlando ancora di 2G e 3G, ma ora si vuole introdurre, in modo ubiquitario, capillare e permanente il 5G.

Nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini di Bologna (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizione alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicology Program, riscontrando gli stessi tipi di tumori. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli Schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità d i campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio dell’NTP: iperplasia delle cellule di Schwann e gli omi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata.

Pertanto, viene fatto ufficialmente divieto a chiunque di sperimentare o installare il 5G sul territorio del Comune di Paternò in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea, prendendo in riferimento i dati scientifici più aggiornati, indipendenti da legami con l’industria e già disponibili sugli effetti delle radiofrequenze, estremamente pericolose per la salute del l’uomo. Altresì, il divieto dell’istallazione di altri tipi di antenne nelle more che il Consiglio Comunale approvi il Regolamento comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telecomunicazione e la minimizzazione dell’esposizione della popolazione a i campi elettromagnetici.

Tags: 5gnino nasoordinanza sindacalePaternòsindaco
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