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Home » Cultura » Paternò. Lezione di storia per il “Rapisardi” con Giuseppe Pelleriti

Paternò. Lezione di storia per il “Rapisardi” con Giuseppe Pelleriti

redazione Di redazione
11 Maggio 2018
in Cultura, Paternò
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Paternò. Lezione di storia per il “Rapisardi” con Giuseppe Pelleriti
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Nell’ambito dei progetti di alternanza, giornalismo e scrittura creativa, incontro con l’autore Giuseppe Pelleriti

Una lezione di storia ma anche di vita quella cui hanno assistito gli studenti delle classi 3° e 4° A  e 4° B del liceo Classico Rapisardi di Paternò durante l’incontro con Giuseppe Pelleriti, autore  del romanzo “Il colpo di coda”. Lo scrittore, infatti, non soltanto ha riportato i ragazzi indietro al periodo storico trattato nel libro, l’immediato secondo dopoguerra, ma ha anche illustrato i temi della debolezza e delle passioni umane, e l’eterno antagonismo tra il bene e il male
Tratto da fatti realmente accaduti nell’entroterra siciliano all’indomani della Liberazione, il testo narra la storia di Cicciu Dottori, un comunista che vuole fare la rivoluzione e che riesce a raccogliere attorno a sé un nutrito schieramento di sodali. Ben presto però lo spirito ideale da cui era partito, il togliere ai ricchi per dare ai poveri, viene a morire e quegli uomini si trasformano in feroci banditi.

«Sono convinto – ha detto Pelleriti – che un uomo diventa tale se conosce il suo passato. Quegli eventi vanno poi riletti per correggere i propri errori. Per questo mi piace inoltrarmi nella storia della nostra terra e capire perché siamo diventati proprio questa terra. Dietro questo romanzo c’è un’inchiesta, una ricerca, fatta andando a ricostruire i fatti nelle stazioni dei Carabinieri, in Prefettura, a cercare gli atti in mezzo a migliaia di fascicoli,  a parlare con gli anziani del luogo. Poi, dove ci sono i vuoti negli avvenimenti, nei ricordi, interviene il romanziere che deve far sì, però, che la realtà non venga tradita».
Edito da Prova d’Autore, “Il colpo di coda” è un romanzo corale che, con una narrazione poliziesca, intreccia tra le sue pagine miseria, potere e criminalità, indulgendo spesso anche nelle passioni amorose del capo dei banditi.

«Cicciu Dottori era un uomo forte e potente – ha spiegato Pelleriti ai ragazzi –  e le donne cadevano ai suoi piedi. La debolezza umana sta proprio in questo: dove c’è il potere si cade in tentazione, ma la forza di un uomo è quella di resistere, se no si diventa schiavi».
Una parentesi importante è stata poi dedicata dall’autore all’uso del dialetto che permea tutto il romanzo. «Il linguaggio utilizzato è molto importante: ho scritto con una cadenza dialettale e non in dialetto perché volevo che potesse essere letto in tutt’Italia senza problemi, ma era indispensabile utilizzare i nostri termini, anche quelli licenziosi, perché mentre scrivevo ho immaginato di essere lì con loro; era gente di campagna e la parola più elegante che usavano è quella ormai conosciuta in tutto il mondo come intercalare e esclamazione».
Al termine dell’intervento di Pelleriti gli studenti hanno posto le proprie domande dimostrando di aver apprezzato e compreso appieno il testo letterario, infine l’autore è stato intervistato dai ragazzi del laboratorio di giornalismo che realizzeranno poi un servizio video da inserire nel telegiornale conclusivo del progetto di alternanza.

Tags: alternanza scuola-lavorocolpo di codagiuseppe pellegritiin evidenzalibroliceo classico rapisardiPaternò
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