Il Consiglio d’Istituto respinge le richieste del Comune sui lavori nel plesso di via Bellia e rivendica locali alternativi per tutelare la didattica e le famiglie
PATERNÒ –- Esplode la tensione a Paternò alla vigilia dell’avvio delle lezioni. Al centro della polemica c’è il plesso di via Emanuele Bellia dell’Istituto Comprensivo “Lombardo Radice-Virgilio”, destinato alla scuola dell’infanzia e alla primaria. L’Ente Locale ha infatti richiesto di liberare la struttura per fare spazio ai cantieri per i lavori di efficientamento energetico, prospettando come soluzione l’adozione dei doppi turni. La risposta degli organi collegiali della scuola è stata un no netto e perentorio, formalizzato in una deliberazione che definisce l’imposizione sgradita e priva di basi giuridiche.
La dirigenza scolastica e il Consiglio d’Istituto hanno richiamato le norme sull’autonomia scolastica sancite dal D.P.R. 275/1999 e dal D.Lgs. 165/2001, ricordando come la gestione del tempo scuola e dell’orario didattico spetti unicamente all’istituzione scolastica. Nessun ente esterno ha il potere di imporre la turnazione pomeridiana, una scelta che stravolgerebbe l’organizzazione del tempo e la continuità educativa dei piccoli alunni.
Le preoccupazioni sollevate riguardano anzitutto l’impatto sociale ed educativo della decisione. La frequenza pomeridiana finirebbe per stravolgere i ritmi delle famiglie, ostacolare lo svolgimento delle attività sportive e ricreative e compromettere l’accesso alle terapie riabilitative essenziali per gli studenti con disabilità. Sotto il profilo civico ed educativo, la scuola reputa inaccettabile far pagare ai bambini le conseguenze di una programmazione amministrativa non adeguatamente coordinata con il calendario scolastico.
Pur non contestando la validità degli interventi di riqualificazione energetica, il Consiglio d’Istituto richiama il Comune al principio di leale collaborazione previsto dall’articolo 120 della Costituzione. È dovere dell’amministrazione comunale reperire a proprie spese spazi alternativi idonei ad accogliere le classi, garantendo il rispetto del diritto allo studio garantito dagli articoli 33 e 34 della Carta costituzionale.
La posizione dell’istituto resta fermissima: le attività scolastiche prenderanno regolarmente il via nella sede di via Emanuele Bellia e proseguiranno nei locali originari finché il Comune non metterà a disposizione strutture idonee ed equivalenti per l’attività del mattino.
Le lezioni nel plesso di via E. Bellia (ovvero quello interessato dalla problematica) prenderanno ufficialmente il via lunedì 14 settembre.




