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Home » Paternò » Paternò: nuova Qè, senza Qè

Paternò: nuova Qè, senza Qè

Pietro Nicosia Di Pietro Nicosia
31 Ottobre 2016
in Paternò, Politica
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Paternò: nuova Qè, senza Qè
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Tavolo tecnico all’Assessorato regionale Attività Produttive sul futuro del call center paternese. Si fa strada l’idea di una nuova impresa che leghi passato e innovazione

Futuro del call center Qè: la discussione è avviata. Si è svolto stamani nella sede dell’Assessorato regionale alle Attività produttive, a Palermo, il tavolo sul futuro dell’impresa paternese del settore telecomunicazioni – ormai fallita sotto una valanga di debiti –  che ha lasciato sul lastrico 600 famiglie di Paternò e comuni limitrofi. Presenti l’Assessore regionale delle Attività produttive, Maria Lo Bello; il Sindaco di Paternò, Mauro Mangano; i sindacati e le Rsu con in testa Davide Foti (Slc-Cgil) e Antonio D’Amico (Fistel-Cisl), l’imprenditore paternese Franz Di Bella, in rappresentanza della Di Bella Group proprietaria dello stabile in cui ha la sede il call center. I lavoratori hanno raggiunto la sede dell’assessorato in pullman, non facendo mancare il proprio apporto e sostegno alla delegazione trattante.
La discussione è al momento solo intavolata e, nei prossimi giorni, si dovranno necessariamente compiere diversi passi propedeutici ad ogni ulteriore sviluppo, come la presentazione delle istanze di fallimento che permetterà di chiudere definitivamente l’esperienza Qè e dare inizio al futuro. Ci sarà anche da avviare il tavolo in Prefettura e aprire l’interlocuzione al Ministero dello Sviluppo Economico.

L’incontro di oggi è stato soltanto l’inizio di un percorso che potrebbe far nascere a Paternò una nuova impresa che abbia come base l’esperienza accumulata in questi anni dai lavoratori del Qè e che guardi, al contempo, ad altri settori innovativi. Sarebbe questa l’idea che inizia a prendere forma attorno a Franz Di Bella e che potrebbe condurre alla nascita e allo sviluppo di un progetto che garantisca la continuità occupazionale nel territorio di Paternò.
L’Assessore Lo Bello, dal canto suo, ha fornito la propria disponibilità a cercare soluzioni idonee di continuità occupazionale per i lavoratori, con l’individuazione di progetti condivisi che mirino a valorizzare l’esperienza dei lavoratori Qè. E la presenza al tavolo della Di Bella Group  – ha aggiunto – crea i presupposti utili all’individuazione di un percorso condivisibile con tutti gli attori e una interlocuzione con le committenti principali senza la presenza dell’azienda Qè ormai ritenuta inaffidabile.

Franz Di Bella, in rappresentanza del suo gruppo, si è dichiarato interessato a creare le condizioni per una nuova realtà imprenditoriale, diversa da Qè, che possa creare la prospettiva di un progetto che metta insieme le competenze dei lavoratori e nuovi sviluppi tecnologici.
In questo scenario, nel tentativo di redigere un progetto credibile, il Comune di Paternò e la Regione Siciliana dovranno continuare a svolgere sino in fondo il proprio ruolo, anche cercando di persuadere le società e gli enti che avevano affidato le commesse al call center (Wind, Sky, Inps) a confermarle. All’uscita i sindacalisti ed il primo cittadino paternese hanno informato dell’esito dell’incontro i lavoratori che attendevano sotto con un perentorio: “Dobbiamo far sentire forte la nostra voce!”. Al termine dell’incontro, Slc-Cgil e Fistel-Cisl hanno diramato una nota (vai al documento).

Tags: antonio d'amicoassessorato attività produttivecall centercall center qèdavide fotiin evidenzapalermoPaternòRegione Siciliana
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Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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