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Home » Cronaca » Prov.di Catania .Truffa del “finto Carabiniere” ad anziana:un arresto

Prov.di Catania .Truffa del “finto Carabiniere” ad anziana:un arresto

38enne incastrato dalle telecamere e dal DNA su un bicchiere

redazione Di redazione
11 Luglio 2026
in Cronaca, Provincia di Catania
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Prov.di Catania .Truffa del “finto Carabiniere” ad anziana:un arresto
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I Carabinieri della Stazione di San Michele di Ganzaria, con il supporto dei militari della Compagnia Carabinieri di Catania Fontanarossa, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltagirone su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di 38 anni, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

Il provvedimento cautelare trae origine da una complessa attività investigativa avviata a seguito della denuncia presentata da una donna di 69 anni, residente a San Michele di Ganzaria, rimasta vittima, il 14 novembre 2024, della nota truffa del cosiddetto “finto Carabiniere”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, condivisa dal G.I.P. nella fase cautelare, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da un complice che, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, le avrebbe riferito che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitare conseguenze giudiziarie, occorreva consegnare con urgenza una rilevante somma di denaro.

Contestualmente, la figlia della donna sarebbe stata indotta ad allontanarsi dall’abitazione con il pretesto di recarsi presso la caserma dei Carabinieri e successivamente in Comune, rimanendo costantemente impegnata al telefono così da impedirle qualsiasi verifica. Approfittando della situazione, un secondo uomo si sarebbe presentato presso l’abitazione dell’anziana qualificandosi con falsa identità quale consulente dell’azienda presso cui lavorava il figlio della vittima, riuscendo a ottenere, in due distinti accessi, la consegna di 18.000 euro in contanti e di numerosi monili in oro.

Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di San Michele di Ganzaria hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale l’intera vicenda attraverso un articolato lavoro investigativo.

Determinante si è rivelato il tempestivo sopralluogo eseguito nell’abitazione della persona offesa subito dopo la scoperta della truffa. In tale occasione i militari hanno recuperato e sequestrato un bicchiere di plastica dal quale il presunto autore aveva bevuto durante la permanenza nell’abitazione, inconsapevolmente lasciando una traccia biologica.

Parallelamente, l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati ha consentito di documentare gli spostamenti dell’uomo, individuando il veicolo utilizzato per raggiungere il centro abitato e ricostruendo con precisione i suoi movimenti nelle due occasioni in cui si era recato presso l’abitazione della vittima. Le verifiche nelle banche dati hanno inoltre permesso di collegare il mezzo all’odierno indagato, la cui fisionomia risultava perfettamente compatibile con quella immortalata dalle telecamere.

Ulteriore e decisivo riscontro è giunto dagli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Catania e dal RIS di Messina. Dal bicchiere sequestrato è stato infatti estratto un profilo genetico che, dopo il rintraccio dell’indagato e il successivo prelievo biologico disposto dall’Autorità giudiziaria, è risultato perfettamente coincidente con il DNA dell’uomo, confermandone la presenza all’interno dell’abitazione della vittima nel momento in cui venne consumata la truffa.

All’esito delle indagini coordinate da questa Procura, il G.I.P. del Tribunale di Caltagirone ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo la custodia in carcere dell’indagato, che, dopo l’esecuzione del provvedimento, è stato associato presso la Casa Circondariale di Caltagirone.

Si evidenzia che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tags: arrestocronacaprovincia di cataniatruffa anziana
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