Nel quadro delle attività di prevenzione dei reati e di tutela della sicurezza pubblica, attraverso un’attività quotidiana di controllo del territorio e di vigilanza su settori strategici come la salute, il lavoro e la sicurezza alimentare, i Carabinieri hanno effettuato due accessi
ispettivi nel territorio di Randazzo.
Al termine dei controlli, effettuati per due attività di ristorazione, i Carabinieri della locale stazione con i colleghi del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Catania, hanno riscontrato violazioni della normativa in materia di sicurezza alimentare e alla tutela della salute dei consumatori.
In particolare, all’interno di un ristorante ubicato nella periferia di Randazzo, i Carabinieri hanno riscontrato il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo HACCP, elevando nei confronti della titolare, una 58enne del posto, sanzioni amministrative per un importo di 2.000 euro.
L’HACCP è un documento obbligatorio che ogni operatore del settore alimentare deve redigere e mantenere costantemente aggiornato per individuare, prevenire e gestire i rischi legati alla preparazione e somministrazione di alimenti. L’aggiornamento periodico del manuale rappresenta, infatti, uno strumento essenziale per garantire standard adeguati di sicurezza e per adattare le procedure interne a eventuali modifiche organizzative o normative.
Analoga ispezione effettuata sempre a Randazzo, questa volta nel centro storico, presso l’attività di ristorazione di un 42enne del posto, ha evidenziato altre irregolarità.
I militari dell’Arma hanno infatti evidenziato la mancata tracciabilità di circa di 25 kg di alimenti, 14 confezioni di uova, albumi e tuorli scaduti, nonché, 7 litri d’olio e 10 litri di aceto. Il 42enne è stato sanzionato amministrativamente per un importo di 1.500 euro mentre gli alimenti sono stati sequestrati per la successiva distruzione.
La violazione del regolamento che impone la possibilità di ricostruire in ogni momento la provenienza degli alimenti e delle materie prime in modo che, in caso di rischio per la salute, i prodotti possano essere ritirati tempestivamente dal mercato, comporta anche la contestuale comunicazione all’Autorità Sanitaria.





