Si allarga l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania a seguito della grave fuga di monossido di carbonio che nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 settembre ha portato all’evacuazione cautelare dello storico albergo “Rifugio Sapienza”, a quota 1.910 metri sull’Etna.
I magistrati – il procuratore capo Francesco Curcio, l’aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo – vogliono ora accertare se l’esposizione al gas killer sia collegata al decesso di un turista di 66 anni originario di Singapore, avvenuto nella medesima struttura lo scorso 16 settembre.
Inizialmente, un primo esame medico-legale sul corpo del 66enne aveva escluso segni di morte violenta. Tuttavia, alla luce dei drammatici eventi dei giorni successivi, la Procura etnea ha disposto l’autopsia sul cadavere per verificare se la causa del decesso possa essere direttamente riconducibile all’inalazione prolungata di monossido di carbonio.
La notte dell’allarme, l’intervento dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania e dei Carabinieri della Stazione di Nicolosi ha permesso di evacuare in via precauzionale oltre 30 persone. Tra gli ospiti e il personale presente, diverse persone hanno manifestato sintomi tipici dell’intossicazione. Nove visitatori sono stati condotti in ospedale, prevalentemente al Cannizzaro di Catania, e tre di loro sono stati sottoposti a trattamenti in camera iperbarica.
Le cause: sospetti sulla caldaia a GPL
Dai primi accertamenti svolti nell’immediatezza e dalle rilevazioni strumentali effettuate all’interno dell’immobile, è emersa la presenza di elevate concentrazioni di monossido di carbonio in più locali, con picchi particolarmente critici in una delle camere da letto.
Secondo le prime ipotesi dei tecnici dei Vigili del Fuoco, la fuga di gas sarebbe stata provocata dal malfunzionamento dell’impianto di evacuazione dei fumi di combustione di una caldaia alimentata a GPL. L’impianto si trova situato nei locali cucina, posizionati proprio al di sotto delle stanze occupate dagli ospiti che hanno accusato i malori.
Struttura sotto sequestro probatorio
Per garantire il corretto svolgimento delle indagini e consentire perizie approfondite, la Procura ha disposto il sequestro probatorio dell’intera struttura ricettiva. Gli accertamenti tecnici dei prossimi giorni saranno decisivi per verificare lo stato di manutenzione degli impianti, determinarne la funzionalità e stabilire eventuali responsabilità penali.





