– C’è un dolore che non si cancella, ma che può trasformarsi in un argine contro la sopraffazione. A dodici anni di distanza dalla notte che ha sconvolto San Giovanni La Punta, la memoria di Laura Russo – spezzata a soli 11 anni il 22 agosto 2014 – torna a farsi voce, testimonianza e monito collettivo.
Quello di Lauretta non è stato un semplice fatto di cronaca nera, ma la manifestazione più feroce della violenza vicaria: l’arma usata dal padre per punire la moglie, Giovanna Zizzo, colpendola nel modo più devastante attraverso i figli. Una tragedia consumata nel luogo che avrebbe dovuto proteggerla, finita con il sacrificio della piccola e il ferimento della sorella maggiore.
Dal dramma alla missione civile
Da quell’abisso, Giovanna Zizzo ha trovato la forza di muovere i primi passi verso una battaglia di civiltà. Non un cammino di rassegnazione, ma una missione quotidiana di prevenzione, educazione all’affettività e sensibilizzazione.
«Ricordare è un gesto d’amore», spiega con profonda consapevolezza Giovanna Zizzo. «Si sopravvive, e dopo anni subentra la certezza che Laura non tornerà più. Ma se non ne parliamo, la vittima rimarrà per sempre solo una vittima. Attraverso il mio impegno e l’impegno di tutti coloro che la ricordano, Lauretta continua a vivere e a parlare. È questo che mi dà la forza di reagire al dolore».
Accanto a lei, i figli Marika, Andrea ed Emanuele custodiscono quel ricordo trasformandolo in una guida costante contro ogni forma di prevaricazione.
Il corteo: “Il Silenzio è Complice”
Per rinnovare questo impegno, l’Associazione “Laura vive in me” ha promosso la quinta edizione della marcia silenziosa intitolata “Il silenzio è complice”
L’appuntamento è fissato per oggi, sabato 22 agosto, con il raduno alle ore 18:00 dei partecipanti in Piazza Centrale a San Giovanni La Punta.
Il corteo muoverà poi per le vie cittadine fino a raggiungere Piazza Don Bosco.
Un’iniziativa che chiama a raccolta l’intera comunità per ribadire un principio fondamentale: di fronte alla violenza sulle donne e sui minori, l’indifferenza e il silenzio equivalgono alla complicità.







