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Home » Cronaca » Santa Maria di Licodia. L’ultimo “rombante” saluto al centauro Massimo Grasso

Santa Maria di Licodia. L’ultimo “rombante” saluto al centauro Massimo Grasso

Luca Crispi Di Luca Crispi
27 Agosto 2020
in Cronaca
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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Santa Maria di Licodia. L’ultimo “rombante” saluto al centauro Massimo Grasso
Facebook

Don Santino Salamone: «Trovare parole efficaci è difficile. Se sembra la fine, sappiamo che Lui ha preparato un posto per tutti noi che Massimo in questo momento sperimenta»

Si sono celebrate questo pomeriggio all’interno della Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia, le esequie del 46 enne Massimo Grasso che il 5 luglio scorso era rimasto vittima di un violento incidente in moto in prossimità di uno dei tanti tornanti che da Nicolosi conducono verso l’Etna. Ad accompagnare Massimo per il suo ultimo viaggio, un carosello di moto che hanno fatto levare alto il rombo dei propri motori su piazza Umberto I. Un rumore che per Massimo era  “musica”, ma che oggi è sembrato un tuono che ha squarciato l’assordante silenzio di dolore di tutti coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto a questo “figlio” della comunità licodiese.

“Ciao amico mio” commenta un conoscente sulla bacheca Facebook di Massimo, che in queste settimane è diventato un muro virtuale su cui graffitare un ricordo o semplicemente scrivere l’ultimo addio all’amico perduto. “Oggi è stato il nostro ultimo saluto, le persone con le quali condividi la tua passione ti hanno omaggiato facendo rombare i loro motori, in segno di rispetto, di amore e strazio. Mi ero ripromesso di non piangere, non avresti voluto, ma non ho potuto, mi spiace. Non saperti più tra noi mi avvilisce e non mi da pace. Vedere una chiesa ed il piazzale antistante gremiti, mi hanno ricordato la bella persona sei. Ho rincontrato in nostri vecchi colleghi, i nostri clienti più cari e affezionati, ognuno di noi, con la sua presenza, ha voluto rendere omaggio al ragazzone muscoloso e con l’aria da duro, ma tanto, tanto buono. Arrivederci amico mio, che la terra ti sia lieve”

La salma di Massimo era stata portata ieri all’interno della chiesa della Madonna del Carmelo, dove lo stesso era solito frequentare, per essere omaggiato da amici e parenti, dopo che il Magistrato titolare dell’indagine ne aveva disposto la restituzione alla famiglia a seguito dell’esame autoptico eseguito nella giornata di lunedì. Ricordiamo che il licodiese, dopo essere stato vittima di un grave incidente in moto, era stato trasportato in gravissime condizioni al Policlinico di Catania e ricoverato in prognosi riservata in Rianimazione. Poi il lento recupero e il trasferimento in un centro di riabilitazione del messinese dove una settimana prima della morte è sopraggiunta una forte febbre che ne ha richiesto il ricovero in un ospedale di Messina, dove Massimo è poi deceduto il 17 agosto. Ad dover accertare la causa della morte, dovrà essere adesso la procura messinese.

Toccanti e cariche di emozione – ma non meno ricche di speranza -, le parole di don Santino Salamone durante l’omelia tenuta all’interno del rito funebre di questo pomeriggio. «Per me, trovare le parole che siano veramente efficaci, che siano di conforto, è difficile, perché di fronte a tanto dolore e tristezza, sarebbe sicuramente più opportuno fare silenzio» ha esordito il sacerdote. «L’esperienza della morte è sempre un momento sconvolgente, perché ci richiama in maniera cruda l’estrema fragilità che portiamo dentro di noi. La morte sembra come uno scoglio insormontabile dove tutto si infrange, anche la speranza, i sogni e le fatiche di ogni uomo. È possibile che questa sia la fine? Che senso ha, quindi, essere qui a pregare? Quello che noi stiamo vedendo è ciò che appare. La realtà è diversa.”Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà” si legge nel libro della Sapienza. Se a noi sembra la fine, sappiamo – e questa è la promessa di Gesù – che Egli ha preparato un posto per tutti noi, che in questo momento Massimo sperimenta. Mentre a noi sembra una sciagura, invece è la pace in attesa della resurrezione. L’unica risposta possiamo trovarla in Cristo Gesù che ha il potere di vincere ogni turbamento perché soltanto in Lui troviamo la forza» ha poi concluso il sacerdote.

Tags: Massimo grassoSanta Maria di Licodia
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Luca Crispi

Luca Crispi

Giornalista pubblicista dal 2018, laureato in Economia Aziendale, ha sviluppato ed accresciuto la propria formazione professionale all'interno del mondo multimediale del giornalismo online. Predilige trattare argomenti di cronaca, politica e attualità

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