Ne abbiamo scritto in precedenza sulla violenza sessuale alla 13enne di Catania “Catania. 13enne violentata alla Villa Bellini” e più articolato e dettagliato “Catania. 13enne violentata da 7 egiziani cui 3 minori (video indagine dei CC). I CC di Catania hanno eseguito il fermo di 7 egiziani, 4 maggiorenni e 3 minori, per violenza sessuale di gruppo su una 13enne”. Dal primo momento ci si era anche oggettivamente domandati come fosse stato possibile che in una nota villa Comunale come la Bellini della città di Catania non vi fossero telecamere di sorveglianza che avessero, chissà e quantomeno, potuto prevenire, ad esempio, quell’assembramento di giovanissimi extracomunitari, i quali tra l’altro, in quanto entrati in Italia ancora minorenni e tre di loro lo sono ancora, sono in custodia presso delle specifiche comunità che si occupano proprio dei minorenni stranieri arrivati soli sul territorio italiano. La risposta si apprende, sarebbe che le “telecamere installate un anno fa a Villa Bellini non sono entrate mai in funzione” (???).
Le telecamere pubbliche e le bodycam nell’Isola stanno spente ?
Non solo Catania.
Palermo viene a volte sulla cronaca, purtroppo, anche per pestaggi, movida incontrollabile, comportamenti di automobilisti indisciplinati e altro similare, come in genere purtroppo sta scadendo da diverso tempo in certa se non persino buona parte della nostra società, dalle Alpi a Capo Passero. Si potrebbero citare innumerevoli articoli al riguardo, ma tale elenco come pure l’approfondimento dei variegati ed eventuali motivi socio-psicologici-biochimici-storici ci porterebbe fuori dal tema, seppure, da queste pagine, non si è mai nascosto che, si ritiene, anche i noti quanto pure spesso ufficialmente dissimulati cattivi esempi nei decenni del trasversale sistema pubblico-politico italiano e siciliano, hanno finito con l’essere pressoché culturalmente emulati sia da adulti che dalle nuove generazioni (altro che la colpa è solo dei “ragazzi” che mica sono nati in una certa maniera).
Le telecamere pubbliche e le bodycam nell’Isola stanno spente ?
Ma ritornando al tema, si apprende che a Palermo le bodycam sarebbero rimaste impacchettate da tre anni negli armadi del Comune. Cosa sono le bodycam: si tratta di telecamere portatili, che si posizionano in genere sulla testa o su una spalla degli agenti, al fine di monitorare l’attività di chi le indossa e dei soggetti con cui costui interagisce. Le abbiamo viste da tempo nei film americani e sono di fatto utilizzati da diversi anni negli Stati Uniti dagli agenti di polizia. Dal maggio 2018 sono anche autorizzate in Italia dal codice della Privacy ovviamente nel rispetto di certe regole e pertanto si stanno lentamente diffondendo nella nostra Penisola come pure Isola, poiché permettono di effettuare riprese per svariate ore quando sono ben costruite e con una adeguata batteria o power bank da tasca. Anche a Palermo nel 2021 ne sono state acquistate circa 60, ma, guarda caso, non è stato redatto il necessario regolamento comunale, o cosiddetto disciplinare d’uso, sicché sono rimaste impacchettate per anni negli armadi del Comune (???).
Le telecamere pubbliche e le bodycam nell’Isola stanno spente ?
È dovuto intervenire il nuovo comandante della Polizia municipale a Palermo, il Tenente colonnello Angelo Colucciello, napoletano, di 54 anni, capo ufficio del Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo, perché si potessero tirare fuori le bodycam dagli armadi, scrivere il regolamento affinché venga pubblicato sull’albo pretorio sul sito istituzionale del Comune e poterle da ora in avanti fare indossare agli agenti.






