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Home » Cronaca » Sicilia. Sanità, dall’1 gennaio molte prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione

Sicilia. Sanità, dall’1 gennaio molte prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione

Annunciato dalle sigle sindacali dei laboratori di analisi cliniche e specialistiche a seguito del decreto ministeriale che taglia i prezzi

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
12 Dicembre 2023
in Cronaca, Sicilia
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Annunciato dalle sigle sindacali delle prestazioni di analisi cliniche e specialistiche dopo il decreto ministeriale che taglia i prezzi
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ITALIA. Dall’ 1 gennaio 2024 diverrà efficace il tariffario ministeriale delle prestazioni specialistiche ambulatoriali approvato con D.M.23 Giugno 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 agosto 2023. Il Decreto del Ministero della Salute, di concerto con il MEF, interviene sulle tariffe dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) in attuazione del DPCM 12 gennaio 2017. Il Decreto aggiorna le tariffe delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica fermi, rispettivamente, al 1996 e al 1999 e definisce le tariffe per le nuove prestazioni introdotte con i Lea nel 2017 in modo che siano erogate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il decreto determina le tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica e, all’allegato 2, aggiorna le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili a carico del SSN (di cui all’allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017 cd. LEA, di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza).

Sanità, dall’1 gennaio molte prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione

Le tariffe individuate costituiscono la remunerazione omnicomprensiva delle prestazioni di specialistica ambulatoriale (in vigore dal 1° gennaio 2024), mentre le regioni possono, nell’ambito degli accordi interregionali per la compensazione della mobilità sanitaria approvati dalla Conferenza Stato-regioni nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati, prevedere una remunerazione aggiuntiva (che resta a carico dei loro bilanci regionali), limitatamente ad erogatori espressamente individuati e in relazione alle prestazioni indicate (sempre all’allegato 2) per i costi associati all’eventuale utilizzo di specifici farmaci ad alto costo. In aggiunta, l’allegato 3 del decreto individua le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza protesica su misura erogabili a carico del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), definite all’allegato 5, elenco 1, del richiamato DPCM LEA. Nella definizione dei tariffari regionali, le regioni per la loro adozione ricorrono, anche in via alternativa, ai medesimi criteri individuati per la determinazione delle tariffe massime nazionali, tenendo conto dell’eventuale finanziamento extra tariffario delle funzioni assistenziali, nonché di eventuali risorse già attribuite per spese di investimento.

SICILIA. Dal 1° gennaio tuttavia, inizia anche una protesta da parte dei laboratori di analisi cliniche e degli specialisti del settore privato contro le tariffe previste dal sopracitato decreto che, affermano, taglierebbe i prezzi delle prestazioni del 20%-35% e in taluni casi fino a oltre il 50%. Salvatore Calvaruso presidente del Cimest (Coordinamento Intersindacale Medicina Specialistica di Territorio, associazione che raggruppa Ardiss Fkt, Arca, Citds, Croat, Sara, Feder Sbv e Siod) e Salvatore Gibiino, segretario nazionale Feder Sbv hanno inviato una richiesta al presidente della Regione Renato Schifani affinché non recepisca il nuovo decreto, lasciando in vigore in Sicilia le vecchie tariffe “Ci appelliamo al governo siciliano per ritardare l’attuazione del decreto e l’entrata in vigore delle nuove tariffe allo scopo di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini siciliani e le attuali condizioni occupazionali delle strutture accreditate. Sia ben chiaro, dal 1° gennaio centinaia di prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione pena il fallimento delle strutture convenzionate e la chiusura degli ambulatori pubblici per impossibilità di raggiungere la parità di bilancio”.

Sanità, dall’1 gennaio molte prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione

Ai primi di dicembre c.a. il Sindacato Branche a Visita ed il Cimest – le due realtà sindacali più rappresentative nel settore della specialistica ambulatoriale convenzionata della Regione Sicilia e Nazionale (FEDER SBV) – unitamente ad un centinaio di strutture sanitarie convenzionate con il Sistema sanitario nazionale appartenenti alle Branche a visita, ai Laboratori di Analisi, alla Radiologia, Odontoiatria, ed alla Fisiatria, hanno impugnato avanti al TAR Lazio il D.M. del 23.06.2023 con cui il ministro della Salute di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha stabilito le nuove tariffe per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica e protesica in regime di convenzione. Le organizzazioni sindacali ed i numerosi centri ricorrenti, tutti rappresentati e difesi dagli avvocati Salvatore Pensabene Lionti e Tommaso Pensabene Lionti, nel censurare l’illegittimità del decreto ministeriale sotto molteplici profili, hanno tra altro rilevato come il nuovo sistema tariffario risulti irragionevolmente ancorato (addirittura in modo peggiorativo) ai c.d. Tariffari Bindi del 1996 e Balduzzi del 2012, non tenendo peraltro conto di incontrovertibili fattori quali la rivalutazione monetaria, l’inflazione, l’aumento dei costi della vita e dei fattori di produzioni sviluppatisi nel corso di ben 27 anni. Le nuove tariffe, risultando fortemente penalizzanti e sostanzialmente insostenibili, condurranno con ogni probabilità la gran parte delle strutture alla inoperatività, generando il concreto e gravissimo rischio del collasso del sistema sanitario.

Sanità, dall’1 gennaio molte prestazioni specialistiche non saranno più erogate in convenzione

Il governo del presidente Schifani da circa un anno tratta con le sigle sindacali del settore dei convenzionati per recuperare la perdita generata dall’inflazione negli anni scorsi, anche perché il medesimo governo ha stipulato degli accordi e deliberato altrettanti sostegni finanziari alle strutture private per abbattere le cosiddette croniche liste di attesa degli ospedali che sono andate crescendo anche a seguito della pandemia da Covid-19, tanto che il governo regionale siciliano è corso ai ripari varando un piano da 48,5 milioni di euro che prevede il ricorso anche alle strutture private convenzionate. La Regione ha quindi nel frattempo aperto un tavolo, di immediata trattativa con il settore dei laboratori di analisi cliniche e specialisti privati, all’assessorato alla Sanità il cui dirigente Salvatore Iacolino ha dichiarato “Conosciamo bene i problemi del settore – ha detto -. Ma è giusto dire che non siamo liberi di decidere se recepire o meno il nuovo tariffario. Abbiamo avviato una istruttoria sul caso per capire quanto ci costerebbe restare fermi, visto che dovremmo compensare con fondi regionali la differenza fra le nuove tariffe in vigore in tutta Italia e le più favorevoli che resterebbero attive in Sicilia”.

Tags: convenzioneerogateprestazionisanitàspecialistiche
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