Si chiama (151280) Valeriorizzo e orbita nella fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Dal 7 settembre porta il nome del pianista e compositore siciliano Valerio Rizzo, scomparso nel 2025, per decisione dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU).
Fino a pochi giorni fa era soltanto 2002 AM188, la sigla assegnata dopo la scoperta del 10 gennaio 2002 a Campo Imperatore, nell’ambito del programma CINEOS.
La richiesta è nata a luglio dall’astronomo Alessandro Nastasi, che lavora al Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche GAL Hassin. Voleva legare Rizzo a «qualcosa di concreto, eterno e poetico al tempo stesso», e il compleanno del musicista era vicino. Per il regolamento della IAU, però, la proposta deve arrivare dallo scopritore dell’asteroide, e l’orbita deve essere già ben definita, cosa che può richiedere anni. Nastasi si è quindi rivolto a Fabrizio Bernardi, astronomo che ha al suo attivo varie decine di scoperte, il quale ha messo a disposizione uno dei suoi asteroidi.
Il lavoro più lungo è stato il testo della dedica, scritto insieme alla famiglia: poche righe per raccontare un artista, e secondo Nastasi è stata la parte più difficile. La commissione ha risposto dopo due mesi e il nome è comparso nel bollettino di settembre.
Nella motivazione ufficiale Rizzo è indicato come pianista di musica classica e jazz, docente al Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera, e autore dell’album jazz Colmare D’Argento, uscito dopo la sua scomparsa.
Il rapporto con le stelle, in fondo, c’era già. Il disco, pubblicato a dicembre scorso, è pieno di immagini astronomiche e rimandi letterari. Uno dei brani, “M101”, è dedicato alla galassia a spirale Messier 101, nella costellazione dell’Orsa Maggiore, e la scrittura è ampia e circolare proprio per richiamarne la lenta rotazione.
I familiari parlano di «una forma di immortalità», perché un nome del genere dura finché esiste la civiltà umana, e di «un ponte ideale» tra l’operato di Valerio sulla Terra e l’immensità dello spazio.
Rizzo aveva cominciato da bambino con pianoforte e fisarmonica, studiando al Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani. Nel 2009 era arrivato il diploma in performance pianistica classica per l’Associated Board of the Royal School of Music, mentre in parallelo si dedicava al jazz alla Open Jazz School di Palermo. Nel 2014 si è diplomato con lode in Pianoforte Jazz (primo livello) al Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, con una tesi di taglio estetico-filosofico, e intanto studiava Filosofia all’Università di Bologna. Nel 2017, infine, il diploma di secondo livello in Pianoforte Classico Solista al Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo, con lode e menzione d’onore.




