Si è svolta oggi, al Marina Convention Center, all’interno del molo trapezoidale al porto di Palermo (spazio, ben 40 mila metri quadrati di cui solo 7 mila sono occupati da un laghetto e che è oggetto di uno dei più importanti interventi di rigenerazione urbana realizzati nel capoluogo siciliano dal dopo la guerra: oltre 30 milioni di investimento da concludere in due anni), la seconda edizione dell’Act Tank Sicilia. Il forum, organizzato da “The European House – Ambrosetti” e dalla Regione Siciliana con il coinvolgimento diretto dell’assessorato alle Attività Produttive, ove sono stati affrontati i temi dello sviluppo industriale e della tutela e valorizzazione ambientale. Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo Piano industriale regionale 2030, la cui redazione è stata affidata a “The European House – Ambrosetti” dall’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive (Irsap), e un dossier sullo stato di salute dell’economia regionale, realizzato sulla base di metriche e indicatori economici strategici per il territorio siciliano.
Un piano imprenditoriale per recuperare produttività
Hanno preso parte al Forum dell’Act Tank Sicilia: Carmelo Frittitta, direttore generale del dipartimento regionale Attività Produttive, e Vincenzo Falgares, dirigente generale del dipartimento regionale della Programmazione; Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia; William Munzone, amministratore delegato di MSC Sicilia; Sergio Messina, direttore generale di Joeplast; Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo; Giovanni Arena, amministratore delegato del Gruppo Arena; Marcello Gualdani, commissario straordinario Irsap; Amedeo Teti, capo dei dipartimenti per le Politiche per le imprese e Mercato e tutela del ministero del Made in Italy (in videoconferenza); Luigi Gallo, responsabile Area incentivi e innovazione di Invitalia; Antonio Caponetto, dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri e coordinatore della Struttura di missione della Zes unica per il Mezzogiorno (in videoconferenza). Ha concluso l’assessore Edy Tamajo.
Un piano imprenditoriale per recuperare produttività
«In Sicilia – afferma l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – risultano attive circa 400 mila imprese: un insieme di micro, piccole e medie aziende sulle quali è necessario innestare e potenziare mirate politiche di crescita, finalizzate all’incremento della competitività sotto il profilo della qualità, dell’innovazione e della sostenibilità delle produzioni. A fronte delle evidenti condizioni di criticità legate al contesto internazionale (dalla pandemia al conflitto russo-ucraino), il governo Schifani è fortemente impegnato nella costruzione e realizzazione dei necessari interventi di sostegno al settore produttivo, favorendo in particolare gli investimenti in ricerca e innovazione. Ricerca e sviluppo sperimentale, con processi di trasferimento tecnologico, stanno avendo infatti un ruolo determinante e dirompente perché in grado di intercettare e soddisfare i bisogni del mercato in modo completamente nuovo. L’obiettivo è condurre definitivamente la Sicilia, e i suoi sistemi produttivi, fuori da una possibile condizione di marginalità nei mercati».
Un piano imprenditoriale per recuperare produttività
Si tratta di una sfida notevole. La Sicilia è ultima in Italia per incidenza del settore industriale sul totale, con un 13,1% persino dopo la meno estesa Calabria. Dal 2001 in tutta la Penisola si è registrata una progressiva contrazione del peso economico industriale, ma in Sicilia è stato il maggiore, tanto che mentre in totale in Italia l’industria si è ridotta del 2,9% tra 2001 e 2022 e del 4,8% nel Mezzogiorno (da 22,8% a 18%) nell’Isola il restringimento è stato del 7,4% (da 20,6% a 13,1%). Inoltre la Sicilia ha sofferto notoriamente anche nell’attrattività di investimenti, specialmente esteri, come pure è stata pressoché cronica la condizione delle carenti infrastrutture, insieme allo scarso aggiornamento, mantenimento e controllo delle aree industriali.
Un piano imprenditoriale per recuperare produttività
«Condurre definitivamente la Sicilia e i suoi sistemi produttivi fuori da una possibile condizione di marginalità nei mercati, per rendere l’Isola protagonista attiva». Per l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, è questo l’obiettivo del “Piano Industria 2030” della Regione Siciliana, presentato oggi durante il forum “Act Tank Sicilia” organizzato da “The European House – Ambrosetti” al Marina Yachting di Palermo «Un Piano – ha aggiunto Tamajo – fortemente voluto dal governo Schifani che, attraverso l’assessorato delle Attività produttive, si è dato una prospettiva di medio-lungo termine, per accompagnare l’intero sistema delle imprese nel percorrere le strade dell’innovazione con una strategia articolata».
«L’assessorato – continua l’assessore regionale alle Attività produttive – è impegnato con decisione nella costruzione e nella realizzazione dei necessari interventi per raggiungere gli obiettivi prefissati: primo, accrescere la capacità dell’intero sistema produttivo di creare valore e di competere sui mercati globali, favorendo la ricerca, l’innovazione e le nuove tecnologie, anche in un’ottica di internazionalizzazione delle imprese; secondo, dare vita a interventi in grado di innescare processi di attrazione degli investimenti, con una particolare attenzione non solo ai segmenti produttivi innovativi ma anche ai settori tradizionali e del made in Sicily».
«Con riferimento alla nuova cornice programmatica Fesr 2021-27, che prevede una dotazione di circa 800 milioni di euro – ha proseguito Tamajo – abbiamo già predisposto un pacchetto di misure per rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione, quindi anche di competitività, delle Pmi siciliane. Un panorama rinforzato ulteriormente dalle nuove risorse del Fondo di sviluppo e coesione, per complessivi 450 milioni, destinate soprattutto alle micro imprese, il 96,6% del totale delle aziende siciliane, che rappresentano il cuore del sistema produttivo dell’Isola».
Un piano imprenditoriale per recuperare produttività
Nell’immagine di copertina il porto di Palermo dove si stanno completando i lavori di integrazione con la città e la sua economia. Nelle immagini interne: il porto di Messina per il quale si prevede un afflusso croceristico da primato per il 2024; e il porto di Catania in cui sono in corso lavori per renderlo attrattivo alle grandi compagnie croceristiche traferendo il movimento container nel nuovo terminal di Augusta che già dal 2024 potrà ospitare un traffico di circa 50 mila Teus (l’unità di misura utilizzata per i container) e sono previsti più del doppio negli anni seguenti.









