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Home » Sicilia » Strage di Capaci, 34 anni dopo: la Sicilia unita nel ricordo

Strage di Capaci, 34 anni dopo: la Sicilia unita nel ricordo

Le iniziative di una giornata legata al ricordo ed alla lotta alla mafia

Federica Zammataro Di Federica Zammataro
23 Maggio 2026
in Sicilia
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Strage di Capaci, 34 anni dopo: la Sicilia unita nel ricordo
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A trentaquattro anni dal sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, l’isola rinnova il suo no alla mafia. Il 23 maggio smette di essere una semplice ricorrenza per trasformarsi in una promessa collettiva, un coro unanime che spinge a considerare la cultura della legalità come una pratica quotidiana. Da Palermo fino alle piazze della provincia di Catania, la giornata si è sviluppata attraverso una fitta rete di eventi e mobilitazioni all’insegna della memoria attiva.

Il cuore delle commemorazioni ufficiali ha avuto come teatro Palazzo Jung, a Palermo, dove il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha tracciato la linea per le istituzioni. Il governatore ha lanciato un appello perentorio sulla necessità di una totale compattezza politica nella lotta a Cosa Nostra, ribadendo che la politica non può permettersi divisioni su questo fronte e che le leggi vanno scritte insieme, senza mai abbassare la guardia.

Spostandosi a Catania, la memoria ha scelto di percorrere le vie del mare con la terza edizione di “Maregalità, storie di viaggi, eroi e legalità”. L’iniziativa, promossa da Archeoclub d’Italia e Marenostrum, ha visto come protagonista una barca a vela sottratta alla criminalità organizzata e un tempo utilizzata dagli scafisti, oggi riconvertita in un laboratorio galleggiante di inclusione sociale. Ormeggiata al molo di Levante grazie al supporto della Guardia Costiera e del Circolo Nautico NIC, l’imbarcazione ha accolto gli studenti dell’ISIS Duca degli Abruzzi – Politecnico del Mare. I giovani passeggeri hanno potuto dialogare con il magistrato e scrittore Sebastiano Ardita e con l’assessore comunale ai beni confiscati Viviana Lombardo, scoprendo la storia di riscatto di un mezzo nato nell’illegalità e oggi dedicato al supporto dei minori in difficoltà.

La risposta della provincia etnea è stata altrettanto corale, capace di declinare il ricordo attraverso la cultura, l’urbanistica e la fermezza civile. A Paternò, ad esempio, le attività si sono concentrate negli spazi dell’Ex Macello su impulso del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto. Il percorso di Paternò culminerà il prossimo 27 maggio con un grande corteo che vedrà scuole e terzo settore sfilare da piazza della Regione fino al parco Giovanni XXIII.

Sul fronte amministrativo, il sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, ha voluto lanciare un messaggio pragmatico che richiama la mobilitazione cittadina dell’anno precedente. Il primo cittadino ha sottolineato come la legalità vada praticata ogni giorno, soprattutto quando fare la cosa giusta si rivela scomodo e quando amministrare significa fare da barramento a ciò che calpesta le regole e il rispetto della comunità.

A Biancavilla, invece, il ricordo ha scelto di imprimersi direttamente nello spazio urbano. L’amministrazione comunale ha annunciato la prossima inaugurazione della nuova Piazza Falcone e Borsellino, un’area in fase di avanzata riqualificazione che intende trasformarsi in un patto visibile tra le generazioni e nel rifiuto programmatico di ogni indifferenza.

A chiudere idealmente questa mappa del ricordo è stata la comunità di Santa Maria di Licodia, dove in mattinata cittadini e istituzioni si sono uniti in una cerimonia di raccoglimento dinanzi all’effige di Falcone e Borsellino in via Aldo Moro. Un momento essenziale per ribadire che fare memoria significa, prima di tutto, alimentare giorno dopo giorno la lotta contro ogni dinamica mafiosa

Tags: 23 maggioBiancavillaborsellinoCataniafalconegalvagnolegalitàlotta alla mafiaPaternòSanta Maria di Licodiaschifanisiciliastrage di capaci
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