Nota del Sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno.
Intervengo con lo spirito di chi crede nel confronto leale, ma anche con la fermezza di chi ha a cuore il bene della propria comunità. Ritengo inopportuno, e lo dico con il massimo rispetto, che il primo cittadino di Bronte, per sostenere le ragioni del proprio territorio, finisca con il mettere in discussione il lavoro e la struttura di un ospedale di un altro Comune.
Quando, in passato, ho dovuto difendere il nostro presidio sanitario, l’ho fatto con passione e impegno, senza mai sminuire le legittime istanze che venivano da Bronte o da Paternò. Perché la salute non è un campo di battaglia tra campanili, ma un diritto universale da tutelare insieme.
Il sindaco Gullotta si dice sicuro che con la chiusura del ‘Punto nascite’ di Bronte, le pazienti si recheranno all’ospedale di Nesima.
Detto ciò, sento il dovere di fare chiarezza sul nostro ‘Punto nascite’ di Biancavilla, che rappresenta un presidio fondamentale per l’Asp etnea. Da gennaio di quest’anno, abbiamo finalmente un direttore di struttura complessa, i 10 dirigenti medici previsti in pianta organica sono tutti in servizio e il numero delle ostetriche è al completo. A questi si aggiungono i punti di forza che rendono il nostro ospedale sicuro e affidabile: la Pediatria, la Neonatologia e la Rianimazione, che garantiscono assistenza tempestiva e qualità in ogni fase del parto.
Sono condizioni oggettive che assicurano a ogni donna che sceglie Biancavilla un percorso sereno e protetto. Noi facciamo la nostra parte, offrendo servizi efficienti e personale dedicato.
Al sindaco di Bronte rivolgo un invito cordiale ma chiaro: porti avanti la sua battaglia con determinazione ma senza coinvolgere il nostro ‘Punto nascite’ come termine di paragone o, peggio, come bersaglio. Ogni territorio ha le sue sfide e le sue eccellenze. Noi siamo qui per collaborare, non per competere. E lo faremo sempre con il sorriso, ma con la schiena dritta, perché la salute dei nostri cittadini non ammette strumentalizzazioni.
Con stima e con la certezza che il dialogo, se rispettoso, può solo far bene a tutti.




