Su richiesta del sindaco, avv. Giuseppe Gullotta, il Prefetto di Catania, sia Eccellenza Pietro Signoriello, ha convocato il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Un vertice di altissimo livello istituzionale nato sulla scia dei gravi fatti di sangue dello scorso 30 luglio e di un serpeggiante allarme sociale che, da diverse settimane, attraversa la cittadina.
Attorno al tavolo del massimo organo di sicurezza hanno seduto i vertici territoriali delle forze dell’ordine: dal Questore ai Comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato. Presente anche il maggiore Luca D’Ambrosio, comandante della Compagnia carabinieri di Randazzo.
Un confronto ad ampio raggio in cui il primo cittadino, affiancato dal vicesindaco ing. Gaetano Messina e dal comandante della Polizia Municipale, commissario capo Domenico Fiorito, ha illustrato il quadro di apprensione vissuto dalla cittadinanza, legato non soltanto al recente episodio di violenza ma a una sequenza di accadimenti che impongono un presidio attento e costante del territorio.
«Ho inteso rivolgere un sentito ringraziamento a Sua Eccellenza il Prefetto per la pronta disponibilità nel concedere la convocazione del Comitato». – ha spiegato il sindaco Gullotta alla fine del vertice – «È stata l’occasione per esporre direttamente al Prefetto e ai vertici delle Forze dell’ordine il clima di forte tensione percepito a Bronte. Un’apprensione che trae origine dai recenti fatti di sangue, ma che si inserisce in un contesto più ampio di episodi emersi negli ultimi mesi».
Il vertice ha posto le basi per un’azione combinata che unisce il contrasto della criminalità alla prevenzione sul piano sociale. «Abbiamo offerto – conclude Gullotta – la massima collaborazione. A questo affiancheremo una capillare attività di prevenzione con l’Arma dei Carabinieri, portando la cultura della legalità nelle scuole e tra le associazioni del territorio. Ho inoltre informato il Presidente del Consiglio comunale e i capigruppo sugli esiti del Comitato, rimettendomi alle decisioni del Consiglio per riferire sui lavori svolti, considerando superata la precedente richiesta di audizione delle forze dell’ordine in sede consiliare trattandosi del massimo organo provinciale di sicurezza».






