Il Consiglio Comunale riunito in Assemblea straordinaria giovedì 31 agosto e tutta la città chiede a gran voce che il Castiglione Prestianni, declassato ad ospedale di Zona disagiata, torni ad essere un ospedale di Base, ma si chiede come mai l’Asp 3 di Catania, come è accaduto recentemente con il Punto nascita, spesso sospenda i servizi a Bronte, distante e mal collegato con Catania, e mai negli ospedali dei Comuni che si trovano a pochi chilometri dai grandi ospedali della città. Purtuttavia con fiducia adesso si presenteranno delle proposte da sottoporre alla Regione in vista della rimodulazione della rete ospedaliera. Questo l’esito del Consiglio comunale straordinario ed aperto del 31 u.s. che il presidente Aldo Catania ha convocato, su richiesta della Commissione consiliare sulla Sanità, per affrontare i problemi dell’Ospedale.
Per questo il presidente della Commissione, Ernesto Di Francesco, in apertura ha dichiarato “Abbiamo richiesto questa seduta per proporre alle autorità sanitarie regionali idee sul futuro del nostro Ospedale che oggi, un’errata programmazione del passato, priva di medici”.
E l’Ospedale negli ultimi anni ha subito tutta una serie di soppressioni e soffre di una cronica carenza di medici ed infermieri, come ha confermato la relazione dell’assessore comunale alla Salute Angelica Prestianni “Una riunione come quella odierna non può non concludere con una serie di proposte che coinvolgano l’intero Consiglio comunale a nome di tutta la città”.
E sono stati tanti i cittadini che sono intervenuti.
Matteo Minissale ha sottolineato come “l’intento sia privare il territorio per favorire gli ospedali delle città più grandi”.
L’avvocato Giuseppe Gullotta che “c’è stata una disparità di trattamento fra territori nella distribuzione dei servizi sanitari violando la Costituzione”.
Giuseppe di Mulo, invece, ha proposto di chiedere di trasformare il Castiglione Prestianni in ospedale di Base.
Presenti le organizzazioni sindacali.
Antonio Sanfilippo della Fials ha contestato la decisione di declassare l’ospedale, mentre Salvo Tirendi del Nursind ha definito scellerata la scelta di sospendere il Punto nascita.
Battagliera Enza Meli, segretario provinciale della Uil “Guardate come la politica ha ridotto questo ospedale. Adesso dobbiamo insieme pretendere ed osare di più. Sottoscriviamo un documento per svegliare Asp e Regione siciliana”.
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