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Home » Biancavilla » Catania. Aperto processo “Ambulanza della morte”

Catania. Aperto processo “Ambulanza della morte”

Pietro Nicosia Di Pietro Nicosia
24 Gennaio 2019
in Biancavilla, Cronaca
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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“Ambulanza della morte”, i verbali choc: «Dammeli tu 200 euro che non lo ammazzo»
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Ammesse le parti civili e costituite le liste dei testimoni

Si è aperto oggi davanti alla prima Corte d’assise del Tribunale di Catania il processo “Ambulanza della morte” che vede imputato il barelliere adranita di 43 anni Davide Garofalo, accusato di omicidio aggravato nei confronti di tre persone e di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Stamattina, nella prima udienza, sono state ammesse le parti civili e costituite le liste dei testimoni. Parti civili sono i familiari delle tre vittime, il Comune di Biancavilla, l’associazione antiracket “Libera Impresa”, il Codacons ed altre associazioni, l’impresa “Arena”, l’Azienda sanitaria provinciale di Catania.

Il legale di Garofalo, l’avvocato Turi Liotta, ha chiesto l’inserimento nella lista dei testimoni di tre giornalisti delle Iene. L’udienza è stata aggiornata al 21 febbraio quando il giudice dovrà decidere sulla richiesta di Liotta ed ascoltare i primi testimoni. L’inizio avverrà con i familiari delle vittime.
Oltre a Garofalo, subirà il processo anche un secondo ambulanziere, Agatino Scalisi, accusato di un omicidio, che comparirà davanti ai giudici il 4 aprile prossimo con rito abbreviato. Imputate, a diverso titolo, anche altre persone.

I fatti oggetto del processo sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2016. L’indagine, sfociata poi nel processo, ha preso le mosse dal programma di Italia Uno “Le Iene” che raccolse le parole di un testimone il quale svelò quanto sarebbe avvenuto a bordo delle ambulanze private nel trasporto di malati terminali dall’ospedale a casa: in pratica, a detta del testimone, nel corso del breve tragitto gli imputati avrebbero iniettato nelle vene dei malati aria per provocare la morte per embolia gassosa e lucrare, poi, nella vestizione e nella “cessione” della salma ad agenzie funebri compiacenti.

Il “ricavo” per ogni vittima era di circa 300 euro. Ai familiari veniva riferito che il decesso era avvenuto per cause naturali nel corso del trasporto. In un caso, una delle vittime sarebbe uscita cosciente dall’ospedale, salutando addirittura gli infermieri prima di salire sull’ambulanza. Nel tragitto verso casa la morte che sconvolse i familiari che avevano interloquito poco prima con il proprio congiunto.

Tags: ambulanza della mortedavide garofaloLe Ieneprocesso
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Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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