Un’importante decisione giurisprudenziale torna a scuotere il tema dei controlli di velocità sulla Circonvallazione di Catania. Il Giudice di Pace di Catania (Prima Sezione) ha accolto integralmente il ricorso di un automobilista, annullando sia il verbale di contestazione della Polizia Municipale sia il successivo provvedimento ingiuntivo del Prefetto.
La motivazione? L’apparecchio utilizzato per il rilevamento della velocità (il modello Autovelox 106) è risultato essere approvato, ma privo della necessaria omologazione. A condurre con successo la battaglia legale è stato l’avvocato paternese Andrea Salvatore Carmanello.
Il ricorrente si era visto respingere in prima battuta il ricorso amministrativo dal Prefetto di Catania per una violazione dell’art. 142, comma 8, del Codice della Strada. Assistito dall’avvocato Carmanello, l’automobilista ha impugnato il provvedimento davanti al Giudice di Pace.
Con la sentenza del 4 giugno 2026 (R.G. n. 231/2026), il Giudice ha ritenuto fondate le doglianze della difesa. Nel corso del giudizio, il Comune ha tentato di difendere la legittimità della sanzione sostenendo l’equivalenza tra le procedure di approvazione e omologazione. Il Giudice di Pace ha tuttavia respinto fermamente questa tesi, uniformandosi al consolidato orientamento della Corte di Cassazione.
Come si legge nella sentenza, la Suprema Corte ha chiarito che si tratta di due procedimenti amministrativi ben distinti:
Non è sufficiente l’approvazione dello strumento per rendere valide le sanzioni, serve anche l’omologazione. […] L’omologazione degli strumenti di rilevazione della velocità è un requisito indispensabile per la validità delle sanzioni amministrative, distinguendola nettamente dalla semplice approvazione.
Inoltre, il testo evidenzia come le circolari ministeriali – spesso usate dalle amministrazioni comunali a propria difesa – siano meri atti amministrativi privi di forza di legge e non possano in alcun modo derogare a quanto imposto dall’art. 142, comma 6, del Codice della Strada.
La sentenza emessa a Catania conferma un principio che rischia di mettere in crisi i sistemi di rilevamento non solo della circonvallazione etnea, ma di moltissime altre strade italiane. Senza il decreto di omologazione ministeriale (M.I.S.E.), i dispositivi di rilevamento della velocità non possono costituire un’idonea fonte di prova per elevare le sanzioni.




