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Home » Attualità » Coronavirus. La famiglia della biancavillese positiva fa chiarezza sulla vicenda

Coronavirus. La famiglia della biancavillese positiva fa chiarezza sulla vicenda

redazione Di redazione
18 Marzo 2020
in Attualità, Biancavilla
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Coronavirus. La famiglia della biancavillese positiva fa chiarezza sulla vicenda
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La nipote: “Dovremmo porgere la mano e cercare di dare conforto in momenti del genere! Invece ci comportiamo come delle bestie, senza mostrare un minimo di ragione”

In riferimento a quanto sta circolando sui social dalla serata di ieri su diversi aspetti legati alla donna di Biancavilla risultata positiva al tampone del Coronavirus (rileggi l’articolo), la nipote della donna ha voluto chiarire alcune sfaccettature della vicenda che ha riguardato questa famiglia biancavillese.

La nota integrale

Volevo rimanere estranea riguardo a tutte le dicerie che stanno girando, in quanto lo trovavo inutile e deludente come aspettare la pioggia durante la siccità perché purtroppo ciò che si sta dimostrando è solo ignoranza e cattiveria.  Ma la mia persona e il mio modo di essere vuole comunque dare un’opportunità alla nostra “comunità”, perché in fondo dovremmo essere questo e voglio porgli fiducia.

Dovremmo porgere la mano e cercare di dare conforto in momenti del genere! Invece ci comportiamo come delle bestie, senza mostrare un minimo di ragione.  Cerchiamo un colpevole come se questo potesse aiutarci in qualche modo; facciamo girare notizie false e cattive per aumentare il panico che già c’è.  Ma tutto questo a quale scopo? Invito tutti noi a fare un esame di coscienza, a collegare la bocca con il cervello (se questo fosse presente), a pensare ai propri figli che escono comunque di casa per andare a bere in comitiva chissà dove, a pensare a chi esce il cane 100 volte al giorno per uscire, a pensare a chi va al supermercato per comprare un cetriolo.

Detto ciò cerco di chiarire nuovamente la situazione, sperando nel buon senso e nella ragione delle persone e sperando che questi ultimi esistano.  Mia zia ha smesso di lavorare sabato 07/03/2020, prima che uscisse il decreto dell’Italia zona protetta e ancora prima che uscisse quello che la obbligasse a smettere di lavorare. Non è mai andata a casa di qualcuno a fare il suo lavoro. Non è mai stata a Milano, al nord, nella zona rossa o nei focolai (che forse a quanto pare avete in testa). Non ha parenti lontani che sono tornati, non ha nemmeno parenti che sono lontani: PENSATE UN PO’.  È a casa da lunedì 09/03/2020, come chiunque di noi doveva fare.

Dopo aver avuto febbre e dolori muscolari ha contatto il 118: è stata portata con l’ambulanza al Garibaldi centro, le hanno fatto un semplice prelievo che presentava un solo valore leggermente alto (PCR). Da ciò i medici decidono di fare una radiografia al torace, la quale non destava preoccupazioni. Durante tale esame strumentale mia zia emise un colpo di tosse (sintomo non manifestato nemmeno una volta nei giorni precedenti) che portarono i medici a prendere la decisione di effettuare il tampone. Successivamente verificati i parametri vitali di mia zia si è optato per una quarantena domiciliare, iniziata già molto tempo prima.

È stata contagiata si, ed evidentemente ciò è avvenuto prima delle giuste restrizioni imposte dal governo, che noi tutti (famiglia) abbiamo rispettato.  Non ci chiediamo nemmeno noi chi sia stato a contagiarla, perché ciò non è fondamentale saperlo e non cambierà la situazione e credete di poterne avere il diritto voi? Ciò vi potrebbe generare preoccupazione e paura solo se gironzolate in giro. Sicuramente ci sono altri casi a Biancavilla, altrimenti non si spiega come mia zia sia positiva, ma se rimanessimo tutti a casa non ci sarebbe possibilità di contagio.  Magari posando il telefono così si evita anche di sputare veleno e inventare balle.

Tags: Biancavillachiarimentocoronaviruslettera
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