Il decreto legislativo 150/2022, in vigore dal 30 dicembre 2022, ha da qual momento, ampliato il catalogo dei reati procedibili a querela, facendovi rientrare alcuni delitti contro la persona e il patrimonio puniti con la reclusione non superiore nel minimo a due anni, cioè: furto, truffa, frode informatica, danneggiamento, appropriazione indebita, lesioni stradali, turbativa del possesso di cose mobili, violazione di domicilio, violenza privata, sequestro di persona semplice, minaccia, lesioni guaribili entro 40 giorni; nonché le contravvenzioni di molestie e disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone.
Il nuovo disegno di legge, approvato la settimana scorsa dall’Aula del Senato, ha reso procedibili d’ufficio tutti i reati aggravati da mafia o terrorismo, inclusi quelli che non sono stati modificati dal decreto legislativo 150. È stato inoltre previsto che, ogni qual volta la polizia giudiziaria proceda a un arresto in flagranza, anche facoltativo, debbano essere date alla vittima le informazioni previste dall’articolo 90-bis del Codice di procedura penale. Si tratta di un insieme di avvertimenti in ordine ai diritti della persona offesa, da ultimo modificate dal decreto legislativo 150, per garantire al meglio la partecipazione consapevole della vittima al procedimento.
Il nuovo disegno di legge dispone che, ai delitti per cui è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza, se la querela non è proposta e la persona offesa non è “prontamente rintracciabile”, l’arresto viene eseguito anche in assenza di querela, che deve essere però presentata entro 48 ore, anche oralmente, a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria. Nel caso di giudizio direttissimo, l’arresto può essere convalidato dal giudice anche in assenza di querela: se questa è mancante, il processo va sospeso sino alla scadenza del termine previsto dalla legge per la sua presentazione. Queste nuove regole si applicano solo ai reati procedibili a querela e per cui la legge prevede l’arresto obbligatorio in flagranza: di fatto, solo la violenza sessuale. (fonte Sole24ore)
L’OPINIONE
E poi ci propagandano da anni che i reati sono diminuiti. E qui non si considerano i tanti depenalizzati specialmente nell’ultimo decennio. Ad un prossimo articolo.
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