Presentata nella città barocca la rassegna culturale promossa da Centro Azione Donna: cinque mesi di eventi tra arte, riflessione e impegno civile. In mostra fino al 23 marzo la personale di Lorena Lo Verde, “Fortitudo: La forza delle donne”.
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, la città di Noto ha ospitato la presentazione della manifestazione culturale “Donnevietatomorire”, promossa da Centro Azione Donna. L’iniziativa è stata accolta in uno dei luoghi simbolo del barocco siciliano, alla presenza delle istituzioni e di numerose associazioni attive sul territorio.
All’evento inaugurale hanno partecipato il sindaco Corrado Figura e l’assessore alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità Giusy Quartararo, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative culturali capaci di promuovere consapevolezza, dialogo e partecipazione attiva sui temi dei diritti e della dignità delle donne.
“Donnevietatomorire” non è pensata come una semplice ricorrenza legata all’8 marzo, ma come un percorso culturale di cinque mesi, ideato per stimolare una riflessione collettiva attraverso il linguaggio universale dell’arte. L’arte, infatti, crea spazi di confronto, interroga la società, cura e traduce idee e valori, diventando uno strumento capace di scuotere le coscienze e generare cambiamento.
Tra i momenti centrali della rassegna spicca “Fortitudo: La forza delle donne”, la mostra personale dell’artista Lorena Lo Verde, curata da Valentina Capizzi. L’esposizione propone un percorso artistico intenso e simbolico che celebra la resilienza, il coraggio e la determinazione femminile, invitando il pubblico a riflettere sul valore della forza interiore delle donne.
La mostra sarà visitabile fino al 23 marzo 2026, offrendo ai visitatori un’occasione per immergersi in un’esperienza artistica e culturale che unisce estetica e impegno sociale.
Con “Donnevietatomorire”, Noto conferma il proprio ruolo non solo come capitale del barocco, ma anche come luogo di incontro tra cultura, arte e sensibilità civile, dove il linguaggio artistico diventa ponte tra memoria, presente e futuro.






