Un intervento coordinato e tempestivo ha interrotto un giro di corse clandestine di cavalli che stava per consumarsi alle prime luci dell’alba di domenica 31 maggio nel catanese. L’operazione interforze, che ha visto scendere in campo i Carabinieri della Compagnia di Paternò insieme ai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano e della Squadra Mobile della Questura di Catania, ha inflitto un duro colpo a un fenomeno tanto illegale quanto pericoloso.
Il primo segnale d’allarme è scattato nel territorio di Paternò, dove le pattuglie hanno notato un insolito e frenetico viavai di veicoli a due ruote, guidati per lo più da giovanissimi. Intuendo che potesse trattarsi dei preparativi per una gara clandestina, le forze dell’ordine hanno immediatamente presidiato le strade notoriamente utilizzate come circuiti abusivi. Questo primo sbarramento ha portato all’identificazione di 53 persone e al controllo di 29 veicoli, con numerose sanzioni al Codice della Strada.
Il cuore dell’operazione si è spostato poco dopo sulla strada provinciale SP122, in contrada Mandropero, nel territorio di Adrano. Qui, un equipaggio della Polizia è stato attratto da un fragoroso e insistente suono di clacson. Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati di fronte a una vera e propria folla radunata per assistere alla competizione, con tre cavalli già bardati e pronti a scattare per una gara imminente.
Data la netta sproporzione numerica, i poliziotti hanno richiesto il supporto urgente degli altri equipaggi della Polizia e dei Carabinieri. L’intervento in massa ha permesso di bloccare due dei tre equidi e di identificare moltissimi spettatori, compresi i proprietari degli animali. Poco distante, in un bar della zona, le forze dell’ordine hanno sorpreso e controllato un altro folto gruppo di circa trenta persone, riunite in circostanze del tutto sospette dato il luogo e l’orario.
Le verifiche più gravi sono emerse grazie all’intervento dei medici veterinari dell’ASP di Catania (Distretto di Paternò), chiamati sul posto per esaminare i cavalli bloccati. Gli accertamenti hanno rivelato la totale illegalità della gestione degli animali. I due equidi erano privi di microchip identificativo e di qualsiasi profilassi vaccinale, ed erano custoditi in allevamenti fantasma senza il necessario codice aziendale.
L’operazione si è conclusa con il sequestro amministrativo dei due cavalli, che sono stati trasferiti e affidati a un maneggio autorizzato. Per i proprietari, invece, è scattata una pesante stangata economica, con sanzioni amministrative pari a 6500 euro ciascuno.




