Restituire alla storica linea ferroviaria Motta Sant’Anastasia–Regalbuto un ruolo strategico nella connessione tra le aree interne e la Città Metropolitana di Catania. È questo il tema della Conferenza programmatica “Ferrovia delle Arance – Non una linea del passato. Una dorsale per il futuro”, in programma venerdì 18 settembre 2026, alle ore 17.00, presso la Sala Conferenze dell’Ex Macello Comunale di Paternò.
Al centro dell’incontro vi sono i circa 52 chilometri della storica infrastruttura ferroviaria e la possibilità di costruire attorno ad essa un progetto territoriale capace di mettere in relazione mobilità, agricoltura, turismo, cultura, paesaggio e sviluppo locale.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aprire un confronto pubblico sul futuro dei 52,5 chilometri della storica dorsale ferroviaria, coinvolgendo istituzioni, amministrazioni locali, mondo produttivo, associazioni, organizzazioni sindacali, operatori economici e cittadini.
“Non vogliamo limitarci a discutere della conservazione di un’infrastruttura del passato – dichiara Mirko Oliveri, portavoce del Comitato per la difesa della Ferrovia delle Arance – ma interrogarci sulle funzioni che questa linea può assumere nel futuro. Mobilità, sviluppo economico, agricoltura, turismo, paesaggio e connessioni territoriali sono temi che devono essere affrontati insieme, superando una visione esclusivamente locale. La ferrovia attraversa e mette in relazione un territorio: proprio da questa relazione dobbiamo ripartire”.
La Conferenza sarà aperta dai saluti e dalla moderazione di Mirko Oliveri. Gli interventi programmati seguiranno la sequenza di Carmelo Gamiddo, presidente Confartigianato Paternò; Attilio Lombardo, presidente Confindustria Catania – Sezione Assicurativa e Bancaria; Francesco Finocchiaro, coordinatore regionale Sicilia di Archeoclub d’Italia; Gaetano Laudani, ingegnere capo del Genio Civile di Catania; Salvatore Fiore, direttore generale della Ferrovia Circumetnea. Seguiranno gli interventi istituzionali dei sindaci dei Comuni della dorsale. Sono inoltre invitati al confronto i deputati europei, nazionali e regionali del territorio.
Una specifica sezione sarà dedicata al mondo produttivo, con la partecipazione dei rappresentanti di Confindustria, Confartigianato e Confcommercio, insieme alle realtà associative, sindacali ed economiche interessate.
“La Conferenza – prosegue Oliveri – deve servire soprattutto a mettere attorno allo stesso tavolo competenze e punti di vista diversi. Prima di decidere il destino della linea occorre valutarne le possibili funzioni, le connessioni con i centri urbani, con le attività produttive e agricole e con le strategie di mobilità e sviluppo del territorio. Non chiediamo decisioni precostituite: chiediamo che il territorio possa conoscere, discutere e partecipare alle scelte”.
Il tema riguarda un sistema territoriale che comprende Motta Sant’Anastasia, Paternò, Santa Maria di Licodia, Centuripe e Regalbuto e che può assumere una dimensione più ampia attraverso le relazioni con i territori circostanti.
La Conferenza vuole quindi rappresentare l’avvio di un percorso programmatico e partecipativo, nel quale valutare scenari, fattibilità e opportunità, mettendo al centro il valore strategico del sedime ferroviario e delle sue stazioni.
“52,5 chilometri non sono soltanto una linea sulla carta – conclude Oliveri – ma una possibilità territoriale. Il 18 settembre vogliamo cominciare a costruire una visione condivisa, fondata sui dati, sul confronto e sulla partecipazione. Più mobilità, più lavoro, più territorio.”




