Il circolo Pd di Paternò ha chiesto al presidente del Consiglio comunale che venga discusso un atto deliberativo con cui si possa sapere in seno al locale civico consesso la posizioni di ogni consigliere sull’Autonomia differenziata*.
“Abbiamo depositato al protocollo del Comune, per il Presidente del Consiglio, una proposta di atto deliberativo che prenda le distanze dalla “lacrime e sangue” proposta di legge leghista “sull’autonomia differenziata” che rappresenterebbe per il Sud tutto e per la Sicilia in particolare, una catastrofe economica e sociale di portata epocale e che affosserebbe per sempre ogni speranza di riscatto per il Nostro Popolo.
Ci rendiamo conto che i Consiglieri Comunali della Lega avverseranno un tale atto deliberativo, ma tanti altri che dicono di volere il bene della Sicilia e di Paterno, siamo sicuri che approveranno e alzeranno la loro voce contro questa legge sciagurata.
In ogni caso Signor Presidente Noi chiediamo solamente che la proposta venga iscritta all’ordine del giorno e discussa affinché Paternò possa sapere da che parte stanno i Consiglieri Comunali nei riguardi del benessere economico e sociale di Paternò e della Sicilia tutta”.
* L’autonomia differenziata consente il riconoscimento da parte dello Stato dell’attribuzione a una Regione della cosiddetta autonomia legislativa sulle materie di competenza concorrente – ovvero condivisa tra Stato e Regioni – e in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato. Inoltre, la stessa autonomia differenziata, prevede la possibilità per le Regioni di trattenere il gettito fiscale, che non sarebbe più distribuito su base nazionale a seconda delle necessità collettive ma incassato dalla regione stessa. Gli ambiti in cui questa autonomia differenziata potrà agire sono molti, e riguardano la cosiddetta “legislazione concorrente”. In particolare, parliamo di rapporti internazionali con l’Unione europea, il commercio con l’estero ma anche la tutela e sicurezza del lavoro, l’istruzione, le professioni. La ricerca scientifica e tecnologica assieme alla tutela della salute, l’alimentazione, l’ordinamento sportivo, la Protezione Civile e molto altro. Le volontà della Lega di Matteo Salvini e Roberto Calderoli hanno un importante riferimento nella Costituzione. All’articolo 116, comma 3, si parla di concessione di “forme e condizioni particolari di autonomia”. Il testo dice che queste potranno essere attribuite “con legge dello Stato su iniziativa della regione interessata” (come in effetti sta accadendo). Questo comma, però, finora non è mai stato attuato, soprattutto a causa delle grandi differenze economiche e sociali tra regioni. Uno dei punti principali della proposta è quello che riguarda il finanziamento dei livelli essenziali di prestazione. Secondo la legge oggi in vigore, questi devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale e tutelano i “diritti civili e sociali” di cittadine e cittadini. Con l’entrata in vigore dell’autonomia differenziata, però, questa specificità della nostra costituzione potrebbe cambiare, e l’entità di questi finanziamenti dovrebbe essere stabilita prima delle richieste di autonomia, sulla base delle necessità di ogni regione. Come detto, questo particolare dettaglio assicurerebbe maggiori finanziamenti alle regioni del Nord, in quanto hanno più risorse e una spesa storica più alta, e meno a quelle del Sud, dove ci sono meno risorse e quindi una spesa storica più bassa. L’autonomia andrebbe anche a incidere sul sistema scolastico, in quanto questa prevede una separazione dei programmi scolastici che oggi sono ministeriali ma che presto potrebbero avere una loro declinazione regionale.
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