È stato arrestato dalla Polizia Municipale e rinchiuso nelle carceri di Gazzi a Messina, l’uomo che con la Smart del padre, il 24 maggio scorso, travolse sul viale della Marina Russa con la sua Smart ForTwo il ciclomotore condotto dalla 23enne Miryam La Spada, morta dieci giorni dopo al Policlinico per le conseguenze di quel tragico incidente. La famiglia ha donato gli organi. L’automobilista, che non si fermò a prestare soccorso, si trovava già ai domiciliari e non solo era evaso ma si è messo pure alla guida seppure privo di patente. Dell’incidente ci eravamo occupati in un nostro precedente articolo. Domenico Leonardi, 38 anni è stato arrestato dagli uomini della Sezione Infortunistica della Polizia Municipale che lo hanno raggiunto nella sua abitazione di Bisconte dove si trovava già agli arresti domiciliari anche per altre vicende. A firmare il provvedimento, in cui gli viene contestato il reato di omicidio stradale pluriaggravato, il Gip Ornella Pastore su richiesta del Procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e del sostituto Alessandro Liprino.
LE INDAGINI
Le indagini della Polizia Municipale, grazie a testimonianze dirette ed alle preziose immagini di una telecamera di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’incidente e le responsabilità di Leonardi. L’uomo, quella sera dopo una lite con i genitori, evase dai domiciliari a cui era ristretto, usando un’auto che non poteva guidare perché aveva la patente di guida revocata da sette mesi. In base alle immagini visionate dalla Polizia Municipale e valutate dagli organi inquirenti, la Smart contemporaneamente proveniva dal controviale sud per andare verso il viale dei Marinai Russi, ma superava quell’incrocio con il semaforo rosso.
IL PROVVEDIMENTO
Nel provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), si sottolineano, oltre ai gravi indizi di colpevolezza a carico di Leonardi, la “condotta riprovevole” dell’uomo che si è dato alla fuga dopo essersi reso conto delle gravissime condizioni di Myriam”. Considerando che l’uomo era già stato condannato per due volte per essersi rifiutato di sottoporsi ad accertamenti per verificare l’eventuale stato di ebbrezza o l’uso di sostanze stupefacenti alla guida, la Procura ha chiesto l’arresto in carcere sussistendo anche il pericolo di reiterazione del reato e di fuga.
L’OPINIONE
Una annosa trasversale classe di parlamentari, una sorta di condanna politica perenne in questa Nazione, una decadente pletora umana di cui non si vede più come potersi liberare, la quale: nei decenni ha partorito leggi – riflesso della rispettiva carenza interiore del senso del dovere nei confronti dei cittadini – che consentono a delinquenti, mafiosi, corrotti, conniventi e commistionati, di fare come e quando vogliono. Di questo continuano a pagarne implicitamente o direttamente i cittadini e specialmente i nostri ragazzi. Addolora molto per Miriam, poteva essere la figlia di ognuno di noi. Pensiamoci, pensateci.
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