Un vero e proprio inferno di fuoco e vento ha devastato il territorio compreso tra Paternò, Ragalna e Belpasso. La giornata del 22 luglio si è trasformata in un incubo per i residenti della zona. Le elevate temperature, unite a forti e continue raffiche di vento, hanno alimentato decine di focolari, spingendo le fiamme a ridosso delle abitazioni e trasformando il paesaggio pedemontano in una morsa di fumo e calore asfissiante.

In questo scenario critico, fondamentale è stato l’intervento sinergico dei Vigili del Fuoco del Comando di Catania, dei volontari della Protezione Civile e dei Carabinieri della Compagnia di Paternò. Uomini e donne che hanno lavorato senza sosta, spesso al limite delle forze dopo oltre 24 ore di servizio ininterrotto, per circoscrivere i roghi, mettere in sicurezza i cittadini ed evitare tragedie peggiori.

Il dramma a Scalilli e il “settimo cerchio” della famiglia Parisi. Tra le tante storie d’ansia e coraggio emerse nelle ore più calde, spicca la testimonianza della famiglia Parisi, residente nella contrada paternese di Scalilli. Un racconto accorato che descrive con precisione la violenza dell’incendio e la disperazione vissuta quando le fiamme hanno cinto d’assedio la loro proprietà.
«Ciò che abbiamo vissuto è quello che immagino sia l’Inferno che Dante descrive nel settimo cerchio, dove i prigionieri sono costretti a vivere con una perenne pioggia di fiamme», ha raccontato la famiglia, ricordando come dalle 11 del mattino abbia tentato di combattere con mezzi fortuna contro roghi alti oltre 10 metri che minacciavano la loro casa.
La svolta è arrivata con l’arrivo dei soccorritori, definiti dai proprietari dei veri e propri “angeli custodi”:
I volontari della Protezione Civile A.P.A.S. di Paternò, guidati sul campo da figure come Turi Pappalardo e Salvo Longo, che si sono lanciati tra i focolari nei terrazzamenti senza tirarsi indietro. I Vigili del Fuoco del Centro di Formazione di Catania, che al grido di aiuto della famiglia hanno risposto con parole che sono nate dal cuore: «Non vi preoccupate, noi saremo qui con voi, non siete soli!». I Carabinieri della Compagnia di Paternò, costantemente presenti per accertarsi non solo della sicurezza dell’area, ma anche della salute fisica e psicologica degli abitanti travolti dal panico.
Un encomio sincero a chi ha lottato contro il fuoco. Al termine di ore di angoscia, la famiglia Parisi ha voluto trasformare la paura in un messaggio di pubblico ringraziamento e in una richiesta: un accorato encomio verso chi, rischiando la propria vita, ha salvato la loro casa e i sacrifici di una vita intera.
La famiglia Per tale ragione ha richiesto alla Commissione Straordinaria del Comune di Paternò di valutare il conferimento di un encomio ufficiale nei confronti del personale dei Vigili del Fuoco, dell’Arma dei Carabinieri, della Protezione Civile e di tutti gli operatori che, con eccezionale dedizione, hanno contribuito a salvaguardare vite umane e beni durante l’emergenza.
“Desideriamo inoltre esprimere la nostra più sincera gratitudine ai militari dell’Arma dei Carabinieri, e in modo particolare alla Compagnia di Paternò, al Comandante della Compagnia, il Capitano Marco Savo,e a tutti i suoi uomini, e ancora al Comandante della stazione dei Carabinieri di Paternò, Francesco Iervolino, per la costante presenza e la grande attenzione dimostrate durante le fasi più delicate dell’emergenza. Con professionalità, equilibrio e profondo senso del dovere, hanno seguito l’evolversi della situazione, assicurandosi più volte delle condizioni della nostra famiglia e offrendo un prezioso sostegno umano e operativo in un momento di grande difficoltà.
La loro vicinanza ha rappresentato per noi un segno concreto della presenza dello Stato e dei valori più autentici dell’Arma: protezione, responsabilità e attenzione verso i cittadini. A loro va il nostro più sentito ringraziamento per l’impegno e la dedizione dimostrati.
Un sentito ringraziamento va anche ai volontari della Protezione Civile A.P.A.S. Paternò, in particolare Salvo Pappalardo e Salvo Longo, che hanno affrontato il pericolo con straordinario altruismo e senso del dovere, contribuendo in maniera determinante alle operazioni di soccorso.”
Riteniamo che l’impegno, il sacrificio e il senso dello Stato dimostrati da tutte le donne e gli uomini coinvolti meritino un riconoscimento pubblico quale testimonianza della gratitudine dell’intera comunità

L’episodio di Paternò, pur nella sua drammaticità, lascia un’eredità fatta di cooperazione e umanità, la dimostrazione che di fronte alla furia della natura e all’emergenza, la solidarietà delle forze dell’ordine e dei volontari resta il riparo più solido per l’intera comunità.




