Nel vivo del confronto sul rilancio della storica linea ferroviaria, arrivano anche le dichiarazioni del Sindaco di Regalbuto, Vittorio Angelo Longo. Per il primo cittadino non ci sono dubbi: riconnettere la Piana di Catania ai Comuni dell’entroterra significa restituire mobilità a migliaia di cittadini e spalancare nuove vie commerciali per le produzioni agricole locali. Un intervento, quello del primo cittadino che, come lui stesso ha dichiarato, condivide le posizioni del sindaco di Motta Sant’Anastasia, mostrando una totale apertura alla possibilità di un tavolo tecnico con i Comuni e organi competenti.
Ecco le parole del primo cittadino di Regalbuto, Longo:
La Motta Sant’Anastasia -Regalbuto non deve essere considerata soltanto una ferrovia del passato da ricordare, ma una infrastruttura strategica da ripensare per il futuro.
: Motta Sant’Anastasia rappresenta l’innesto sulla principale direttrice ferroviaria siciliana Catania-Palermo, interessata da importanti interventi di velocizzazione e potenziamento. Questo significa che il recupero della tratta potrebbe consentire di collegare alla rete ferroviaria principale ̀ : le aree nord-est della Piana di Catania, le valli del Salso e del Simeto, attraversando i territori di Paternò, S.Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano, Centuripe e Regalbuto.Un unico collegamento capace di mettere in rete territori con ̀ , . ’, potrebbe significare riportare il trasporto ferroviario al servizio delle produzioni, degli agrumi e dell’agroalimentare, favorendo collegamenti più efficienti verso i mercati nazionali ed europei. , significherebbe creare un collegamento diretto tra la rete principale e un territorio ricco di paesaggi, borghi, produzioni tipiche, itinerari naturalistici e il lago Pozzillo. ̀, significherebbe restituire mobilità e nuove opportunità alle aree interne, collegandole più efficacemente con Catania e con il resto della Sicilia. Non si tratta, dunque, semplicemente di riaprire una vecchia ferrovia. Si tratta di capire se possiamo trasformare ’ , ̀, , . È una sfida che merita di essere studiata, discussa e, soprattutto, portata sui tavoli istituzionali. Condivido pertanto questo bel servizio di Antonio Bellia e disponibile a far parte di un tavolo tecnico o di qualunque azione che possa dare nuovo impulso alla “ferrovia degli agrumi”




