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Home » Attualità » Santa Maria di Licodia. “Un defibrillatore salva la vita”

Santa Maria di Licodia. “Un defibrillatore salva la vita”

redazione Di redazione
2 Novembre 2020
in Attualità, Santa Maria di Licodia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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Santa Maria di Licodia. “Un defibrillatore salva la vita”
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La nota del Governatore della Misericordia Daniele Furnari, sul bilancio partecipativo

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Governatore della Misericordia di Santa Maria di Licodia inerente il bilancio partecipativo e la proposta dell’associazione all’amministrazione comunale.

La nota della Misericordia

Nella giornata di oggi, attraverso l’albo pretorio del comune di Santa Maria di Licodia, ho appreso della proposta di deliberazione della giunta municipale avente per oggetto la presa d’atto del bilancio partecipato 2019. Innanzitutto porgo i complimenti all’associazione vincitrice, alla quale tutta la Misericordia riconosce la validità del suo operato sul territorio. Auguro ai suoi appartenenti un buon lavoro per la realizzazione dell’attività finanziata che come tutte le proposte presentate è lodevole in quanto destinata a migliorare il territorio licodiese.

Sento il dovere, comunque, di informare la cittadinanza che anche la Misericordia di Santa Maria di Licodia, che dal 1986 opera al servizio della cittadinanza licodiese – e non solo – nelle scorse settimane, ha presentato un progetto all’interno dell’iniziativa del “bilancio partecipativo” mirato alla tutela della salute di tutti i cittadini, su cui non è ricaduta la scelta dell’amministrazione Mastroianni e della commissione valutatrice. La proposta, nello specifico, era quella di installare sul territorio cittadino – in posti strategici e facilmente raggiungibili da tutti e dentro teche allarmate – di n. 2 defibrillatori semiautomatici che potevano essere utilizzati da tutti in caso di arresto cardiaco. Installazioni sempre più frequenti sia a livello nazionale sia nei paesi limitrofi, che mirano a rendere le città “cardio-protette”.

“Relativamente alla proposta sub. 2 (la nostra), risultano già installati presso la scuola Istituto Don Bosco, alcuni defibrillatori” si legge nella delibera della giunta. Ma la mia domanda – a nome di tutti i volontari – è semplice e sono certo che riceverà una risposta esaustiva da parte di chi ha deciso di scrivere questa motivazione su una delibera di giunta: Nel caso di arresto cardiaco, ad esempio su piazza Umberto I o al Belvedere, si andrà a cercare il collaboratore scolastico della Don Bosco che possa aprire la scuola per fornire un defibrillatore?

Una proposta, quella nostra, che era motivata dal fatto che in Italia si registrano circa 60 mila morti l’anno per arresto cardiaco, 5 mila al mese, 167 al giorno, circa 7 al minuto. Per rendere l’idea, nella metà del tempo che si impiegherà a leggere questa nota, in Italia, sono già morte 7 persone per un arresto cardiaco. Morti, queste, che possono colpire sia soggetti con patologie pregresse, sia soggetti sani. Evitare queste tragedie è possibile, grazie alle cosiddette manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo di un defibrillatore (il cui costo è inferiore ad uno dei più moderni smartphone) compiute da personale laico (quindi non sanitario), entro pochi minuti dalla perdita di coscienza. Tra gli obbiettivi del progetto, avevamo inserito anche la possibilità di formare al Bls e all’uso del Defibrillatore le forze dell’ordine del territorio, così da creare una rete operativa di soccorritori.

Alla luce del non finanziamento, comunque, nello stile propositivo che ha sempre contraddistinto il nostro operato, ci sentiamo di proporre all’amministrazione la possibilità di individuare altre risorse al di fuori del bilancio partecipativo che possano permettere di dotare il paese di alcuni strumenti importanti salvavita come i defibrillatori, posizionati in luoghi pubblici e di facile accesso a chiunque e non chiusi dentro un armadietto in un istituto scolastico. Nella stessa delibera, infatti, per altre proposte non finanziate si legge che “l’amministrazione comunale intende perseguire le finalità dei suddetti obbiettivi attraverso risorse diverse da quelle destinate al bilancio partecipativo”.
1…2…3…4…5…6…7…8 una persona, in Italia, è appena morta per arresto cardiaco e vicino a lui non c’era né un defibrillatore né qualcuno che sapesse applicare le manovre di rianimazione cardiopolmonare che gli avrebbe potuto salvare la vita. Anche l’amministrazione licodiese, sono certo, saprà fare la differenza per rendere la comunità licodiese più sicura e protetta.
F.to Daniele Furnari

Tags: bilancio partecipativoSanta Maria di Licodia
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