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Home » Ambiente » Santa Maria di Licodia, dibattito “Rifiuti: oltre la discarica, quale futuro?”

Santa Maria di Licodia, dibattito “Rifiuti: oltre la discarica, quale futuro?”

Luca Crispi Di Luca Crispi
21 Novembre 2016
in Ambiente, Santa Maria di Licodia
Tempo di lettura:3 minuti di lettura
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«I turisti ci scelgono per l’Etna e noi in cambio offriamo la spazzatura», questa l’affermazione pungente del medico in pensione, oggi imprenditore, Mario La Rosa che crede fortemente nel rilancio turistico del paese

Si è svolto sabato 19 novembre all’interno della sala conferenze di Palazzo Ardizzone a Santa Maria di Licodia, il dibattito pubblico organizzato dal gruppo consiliare “La Scelta” dal titolo “Rifiuti: oltre la discarica, quale futuro?”, che ha visto una buona partecipazione di cittadini licodiesi ed attraverso il quale si è voluto analizzare come il rifiuto possa essere trasformato da problema a risorsa.
Ha spiegato ad Yvii24 il chimico e consigliere comunale Rosario Contarino – che ha anche introdotto i lavori del dibattito – «Rispetto alle percentuali che si hanno in Sicilia, Santa Maria di Licodia è perfettamente allineata con pessime percentuali rispetto all’Italia. Negli ultimi 3 anni si è avuta una percentuale di differenziata che oscilla tra il 19% del 2014  al 15% dei primi mesi del 2016. Ovviamente ciò rappresenta un problema in quanto la soglia di differenziata dovrebbe superare il 65% già dall’anno 2012, con un conseguente aumento del 20% delle tariffe di conferimento in discarica. A Licodia si sostiene una spesa di circa 210 mila euro a fronte di soli 18 mila euro incassati come recupero della differenziata. La problematica fondamentale sta nell’assenza di formazione e informazione oltre all’assenza di un’isola ecologica innaugurata nel 2013 e che potrebbe portare alla riduzione dell’inquinamento ambientale oltre che a sgravi per i cittadini»

Ad intervenire durante l’incontro anche la consulente ambientale Valeria Pappalardo che ha illustrato la filiera dei rifiuti alternativa alla discarica e Angelo Naso di “Zero Waste Sicilia Etna”. «Zero Waste – dice Naso – nasce da quello che ci insegnano i Paesi Europei. La nostra mission si basa su una frase di Paul Connett che dice: “Un bene che dopo la fase del consumo va in discarica o incenerito, semplicemente non doveva essere prodotto”. La strada dei rifiuti zero prevede fabbriche di materiali dove a tutti i rifiuti vengono date “infinite vite”».
Altri interventi quelli del consigliere Francesco Anile, il quale ha evidenziato come la differenziata oggi rappresenti un costo, e di diversi partecipanti al dibattito come Turi Minissale, Piero Cannistraci, il professore Mario La Rosa che su Licodia ha deciso di investire con un B&B a pochi passi dall’ex l’isola ecologica e che oggi crede che l’economia licodiese possa ripartire dal turismo concludendo sarcasticamente il suo intervento con: «I turisti ci scelgono per l’Etna e noi in cambio offriamo la spazzatura».

A concludere l’incontro, coordinato dal capogruppo consiliare de “La Scelta” Francesco Furnari, è stata la deputata Regionale Angela Foti del M5S ed ex appartenente alla commissione ambiente all’ARS la quale ha affermato che «tutti i discorsi affrontati durante l’incontro sono di alto livello e contribuiscono al fallimento del sistema perchè è chiaro che il sistema è fallito da almeno 20 anni vivendo quotidianamente in “emergenza”. Abbiamo una produzione di rifiuti pari a circa 500 kg pro capite annui che moltiplicati per 5 milioni di abitanti ed ammesso che si fa il 10% di differenziata, portano in discarica due milioni di tonnellate di prodotto indifferenziato. Tutto questo genera un volume d’affari annuo di 200 milioni di euro che vanno sotterrati. Le responsabilità sono condivise e di tutti. L’anello mancante nei comuni è quello di restituire ai cittadini un riscontro della differenziata effettuata. Potrebbe nascere, con oggi, un osservatorio sui rifiuti dove tutti possono partecipare per segnalare i problemi e fare proposte. Con la soglia del 65% di differenziata in Sicilia si risparmierebbero circa 146 milioni di euro. Soldi – ha concluso la deputata pentastellata – che potrebbero creare circa 4 mila posti di lavoro nell’ambito della differenziata con un reddito annuo di 40 mila euro annuo a lavoratore».

Tags: dibattitoin evidenzarifiutiSanta Maria di Licodia
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Luca Crispi

Luca Crispi

Giornalista pubblicista dal 2018, laureato in Economia Aziendale, ha sviluppato ed accresciuto la propria formazione professionale all'interno del mondo multimediale del giornalismo online. Predilige trattare argomenti di cronaca, politica e attualità

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