Negli ultimi dieci anni il crack ha iniziato a diffondersi dalle città del nord della Penisola a quelle del centro, per poi arrivare anche in Sicilia tra i nostri adolescenti.
Il Crack è una sostanza stupefacente nata in America e diffusasi a partire dagli anni ottanta. Ricavata tramite processi chimici dalla cocaina, viene assunta inalando il fumo dopo aver sciolto i cristalli. Provoca psicosi, stati paranoici, schizofrenia, aggressività e alienazione.
LE ORIGINI
In origine i cristalli di crack furono generati quale sostituto della cocaina, in quanto in parecchi soggetti l’assunzione nasale della cocaina provocava la distruzione dei tessuti con gravissime conseguenze anche estetiche, sicché il crack fumandolo inizialmente sembrava aggirare l’inconveniente.
Ma come e, forse più ancora della cocaina, il crack cominciò a creare molta dipendenza nei cocainomani scatenando quella che venne definita “epidemia del crack”.
La criminalità organizzata e la delinquenza comune ne fecero un loro affare con un prezzo da noi cosiddetto modico, intorno ai 5 euro, sicché il crack si diffuse dappertutto anche tra chi non assumeva inizialmente cocaina e specialmente tra i giovani quale stupefacente della movida, eventi e fine settimana.
GLI EFFETTI
I suoi effetti sono di estrema alterazione psico-fisica. Aumenta gli istinti violenti e modifica i principali centri di controllo del sistema nervoso centrale. Spesso porta all’alienazione sociale o a forme di psicosi. I sintomi del crack sono pressoché immediati, intensi e brevi, ma devastanti. Sensazioni di forza ed energia, scioltezza comunicativa, euforia, disinibizione, vivacità e forte eccitazione. Cessato l’effetto innesca depressione e astenia nonché paranoia, nervosismo, irritabilità, insonnia, inappetenza, diminuzione delle sensazioni di piacere, disturbi dell’umore, crisi di ansia.
Irresistibilmente la voglia di rifumarlo può ripresentarsi esageratamente incontrollabile (cosiddetto intenso craving: desiderio impulsivo di una sostanza). Il consumo continuato e prolungato può portare a cambiamenti drastici della personalità e del comportamento, alla ninfomania, ad ipersessualità deviata, a comportamenti truffaldini, bugiardi, impulsivi, e infine: all’alienazione dell’individuo con sintomi simili alla schizofrenia, a una forte aggressività, a deliri e allucinazioni. La morte di solito può sopraggiungere per overdose, per colpo di calore e arresti respiratori e/o cardiaci, nonché per ictus o infarto.
DIPENDENZA IN AUMENTO
Da anni ci sono lunghe file di variegati ceti sociali ed età davanti ai Sert (Servizi per le Tossicodipendenze: sono le prestazioni pubbliche del Sistema Sanitario Nazionale dedicate alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all’abuso di sostanze stupefacenti, droghe o alcol, che generano dipendenza) delle principali città siciliane, ma il dramma è ormai ovunque compresi i paesi. L’Informazione digitale non ha mai smesso di trattare il problema mentre di tutta evidenza la trasversale Politica, vecchia e nuova e i media nazionali, da tempo si sono come distratti.
È di qualche giorno addietro l’allarme lanciato da un quotidiano isolano, Il Giornale di Sicilia, sul grave problema di consumo di crack da parte di adolescenti :“A Palermo, nelle sedi del Sert, il servizio territoriale che cerca di curare le tossicodipendenze, gli assuntori di stupefacenti sono 800 in più dello scorso anno e si abbassa vertiginosamente la soglia di età dei consumatori”.
TRA LE IPOTESI DI TERAPIA
Di recente tra gli addetti va crescendo l’ipotesi di un uso della cannabis medica come terapia contro la dipendenza da cocaina e crack.
Adduso Sebastiano
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