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Home » Cronaca » Sicilia. Ai domiciliari per mafia evade 30 volte

Sicilia. Ai domiciliari per mafia evade 30 volte

Condannato per mafia, evadeva dai domiciliari per incontrare al bar persone con precedenti di polizia. Arrestato

Sebastiano Adduso Di Sebastiano Adduso
3 Giugno 2023
in Cronaca, Sicilia
Tempo di lettura:2 minuti di lettura
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Sicilia. Ai domiciliari per mafia evade 30 volte
Facebook

Arrestato Antonino Buzzitta, ritenuto consigliere del mandamento mafioso di Trapani. L’accusa è di aver violato per 30 volte le prescrizioni che gli erano state imposte così di fatto evadendo dai domiciliari. Buzzitta era stato già condannato due volte in via definitiva per associazione mafiosa ed è anche imputato, sempre per associazione mafiosa, con il ruolo di promotore, in un processo tuttora in corso. Lo scorso 3 marzo era stato condannato dal Tribunale di Trapani a 21 anni di reclusione e il successivo 12 aprile a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa.

Ma dovendosi sottoporre a visite e cure mediche, i Giudici gli avevano concesso i domiciliari per andare, senza scorta, in ospedale, vietandogli di comunicare con persone diverse rispetto dai familiari conviventi. Però Antonino Buzzitta ha violato per ben 30 volte la prescrizione e per questo è stato portato in carcere.

I Carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Trapani e il personale della Dia coordinati dalla Procura di Palermo lo hanno seguito, filmato e fotografato in vari esercizi pubblici di Erice, Trapani e Paceco, tanto di giorno che di sera. Il Tribunale di Trapani aveva autorizzato l’imputato a lasciare il domicilio con l’espressa indicazione di percorrere la via più breve per il luogo da raggiungere, senza effettuare soste intermedie, nonché di comunicare alle autorità addette ai controlli, gli orari dei propri spostamenti.

Secondo gli inquirenti, l’imputato si sarebbe intrattenuto con individui estranei al suo nucleo familiare e anche con persone con precedenti di polizia. Gli incontri non autorizzati sarebbero avvenuti anche con modalità riservate, come per esempio nel retrobottega di un bar di Trapani. Sulla base degli accertamenti di carabinieri e Dia, il tribunale di Trapani ha disposto la custodia cautelare in carcere poiché ha ritenuto che l’imputato abbia dimostrato “l’incapacità di comprendere il valore e di garantire il rispetto delle prescrizioni del Tribunale”.

L’OPINIONE

Condannato più volte per mafia e stava ai domiciliari ? Ma chi le fa le leggi in Italia, quaquaraquà ? Mentre ad un comune cittadino gli fanno vedere i sorci verdi anche per minchiate. Una Nazione di trasversali forbiti parolieri ma inattendibili.

 

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