Il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, intervenendo al congresso nazionale di Area democratica per la giustizia, a Palazzo Steri, a Palermo ha commentato il significato della cattura di Messina Denaro aggiungendo che ci sono 1500 magistrati in meno. Il ministro Nordio a margine del convegno ha sottolineato la lentezza dei processi che costa il 2% del Pil.
“Certamente – ha detto il procuratore di Palermo – la cattura di Messina Denaro ha segnato la chiusura di un ciclo, ma nessuno deve pensare che rappresenti la fine della lotta alla mafia. Dallo stesso giorno dell’arresto di Messina Denaro abbiamo intercettato conversazioni che dimostrano come i clan abbiano cominciato a rielaborare strategie. Noi ci siamo, siamo più forti della mafia, ma dobbiamo avere la consapevolezza di quel che può accadere”.
“Il vero tema – ha aggiunto De Lucia – è quello delle risorse: ci sono 1500 magistrati in meno. Come potrebbe mai funzionare un sistema accusatorio con questi numeri? E poi ci sono carenze nel personale amministrativo e non bastano le assunzioni perchè il personale va formato”.
“Altro punto importante – ha evidenziato Il procuratore – è poi razionalizzarle le risorse. Inutile aprire tanti piccoli tribunali. Sotto un certo numero di magistrati i tribunali non funzionano. Accorpiamoli, non apriamone di altri, altrimenti faremo tante inaugurazioni ma non faremo i processi”.
De Lucia ha anche sottolineato la necessità di lasciare il controllo delle indagini e quindi della polizia giudiziaria ai pubblici ministeri “Una polizia giudiziaria che non dipende dal pm – ha spiegato – è debole davanti all’esecutivo. E non dimentichiamo che senza questo modello organizzativo tanti risultati nella lotta alla mafia non sarebbero stati raggiunti”.
“Oggi quella economica è la principale emergenza in Italia, la lentezza dei processi ci costa il 2% del Pil” ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio a Palermo al convegno di Area democratica per la giustizia – Le nostre risorse sono tutte concentrate su un efficientamento della giustizia e gran parte della nostra attività di governo va in quella direzione. Riconosco che ci sono questioni che ci uniscono e questioni che ci dividono, ma tra quelle che ci uniscono c’è sicuramente l’urgenza di rendere la giustizia più efficiente”.
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