Una delle più grandi incompiute della Sicilia sta per vedere finalmente la luce. Stiamo parlando della diga di Pietrarossa, nel territorio compreso fra Mineo, nel Catanese, e Aidone, nell’Ennese.
Nella giornata di ieri è stato infatti firmato il contratto fra il Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti e un raggruppamento di imprese costituito dalla Cooperativa Edile Appennino come mandataria, dalla Vittadello, dalla Intercantieri e dalla Cosedil come mandanti e dall’ausiliaria Consorzio Ciro Menotti.
L’importo totale dei lavori va oltre i 47 milioni di euro e dovranno essere completati entro due anni e mezzo dalla partenza, che dovrebbe avvenire comunque entro fine luglio.
Il segretario regionale della Sifus Confali, Ernesto Abate, afferma: “Risolvere le incompiute come la diga di Pietrarossa dimostra che si può consolidare ciò che è in essere. Il fallimento delle incompiute può essere recuperato senza nuovi interventi e nuove grandi opere che richiedono un periodo più lungo per la realizzazione attraverso politiche snelle di recupero infrastrutturale che permetterebbero di garantire più velocemente un servizio agli agricoltori e un consolidamento di immagine dei Consorzi di Bonifica facendoli uscire dal concetto di carrozzone. Lo stesso sforzo deve essere destinato anche alla formazione e riqualificazione di tutto il personale alle nuove tecnologie, uno strumento anch’esso utile per l’agricoltore”.
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