Già a marzo dell’anno passato, nel report Blue Book della Fondazione Utilitas, in collaborazione con Istat e la Cassa depositi e prestiti, e poi in un altro rapporto del Censimento delle acque per uso civile di Istat, la Sicilia risultava tra le regioni dove si spreca e si sperde più acqua. Inoltre circa 315 mila siciliani risultavano senza servizio di fognatura. Adesso l’Eurispes (un ente privato che dal 1982 opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale” nella sua relazione dal tema significativo “Un sistema che fa acqua: lo stato delle acque in Italia” colloca ancora una volta la Sicilia tra le regioni si spreca il prezioso liquido, 52,5%, a causa di condotte ormai vecchie e fatiscenti, preceduta da Basilicata (62,1%) e Abruzzo (59,8%) in cui oltre la metà dell’acqua (il 52,5% del totale).
“La principale criticità nel nostro Paese – è scritto, tra l’altro, nel rapporto Eurispes – riguarda la presenza di un sistema infrastrutturale antiquato e disfunzionale, concepito sulla base delle necessità degli anni Cinquanta. Sotto questo punto di vista l’esempio più emblematico riguarda le perdite idriche nella rete di distribuzione. Queste nel 2020, sono state pari al 42,2% del volume di acqua immessa, il che equivale ad una perdita pari a 3,4 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno. Detta in altro modo, in Italia ogni giorno vengono buttati 157 litri al giorno di acqua per abitante pari al fabbisogno idrico di circa 43 milioni di persone. Al riguardo, esistono differenze sostanziali tra un Nord, tendenzialmente più virtuoso, e un Centro-Sud in cui permangono situazioni di grave criticità”.
Secondo questo rapporto Eurispes, i comuni capoluogo di provincia/città metropolitana con livelli di perdite idriche superiori alla media nazionale, sono: Latina 2 (73,8%), Belluno (70,6%), Frosinone (69,5%), L’Aquila (68,3%), Potenza (63,9%), Ragusa (63%), Crotone (61,6%), Benevento (61,5%), Oristano (60,3%) e Siracusa (60%), Catania con il 55,4% e Messina con il 44,4%. Le regioni con maggiore spreco del prezioso liquido risultano la Basilicata (62,1%), Abruzzo (59,8%), Sicilia (52,5%) e Sardegna (51,3%), sostanzialmente tutte regioni centro-meridionali.
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